Marco Polo, il veneziano che raccontò l’Oriente – Livello B2
Il veneziano che raccontò l'Oriente
Marco PoloStoria, curiosità e aneddoti
Un mercante, un imperatore mongolo e un libro nato in prigione. Ma quanto sappiamo davvero del più celebre viaggiatore d'Italia?
di Emanuele Piva · Offbeatitalia
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Pochi nomi evocano l'avventura come quello di Marco Polo. Il mercante veneziano è diventato un simbolo dei viaggi e della scoperta, eppure la sua figura è avvolta da tante leggende quante sono le meraviglie che raccontò. Proviamo, allora, a separare i fatti dalla fantasia, tra storia documentata, curiosità sorprendenti e qualche aneddoto che, forse, è troppo bello per essere vero.
01Il grande viaggio
Marco Polo nacque a Venezia nel 1254, in una famiglia di mercanti. Nel 1271, ancora giovanissimo, partì insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo lungo la celebre Via della Seta. Dopo un viaggio lungo e faticoso, raggiunse la corte di Kublai Khan, il potente imperatore mongolo. Il sovrano lo tenne al proprio servizio per circa diciassette anni, affidandogli persino missioni diplomatiche e incarichi di governo. Solo nel 1295 i Polo fecero ritorno a Venezia, carichi di gemme, storie e ricordi. Il tragitto non fu affatto comodo: attraversarono deserti immensi, catene di montagne e regioni sconosciute, impiegando anni per arrivare a destinazione. Secondo il racconto, il Khan consegnò loro una tavoletta d'oro, una sorta di lasciapassare che garantiva protezione e ospitalità lungo tutto l'impero.
02Un libro nato in prigione
La parte più curiosa, però, deve ancora arrivare. Nel 1298 Marco Polo fu catturato dai genovesi durante una battaglia navale e finì in carcere. Fu proprio lì che conobbe Rustichello da Pisa, uno scrittore di romanzi cavallereschi. Marco raccontava, Rustichello scriveva: così nacque «Il Milione», uno dei più famosi libri di viaggio di tutti i tempi. Il testo non fu redatto in italiano, ma in franco-veneto, la lingua colta dell'epoca. Più che un diario, era una vera enciclopedia dell'Asia del Duecento. Il successo fu immediato: copiato a mano e tradotto in molte lingue, il libro divenne un autentico best-seller del Medioevo, letto e sognato in tutta Europa.
03Perché «Il Milione»?
Ma da dove viene questo titolo bizzarro? Gli studiosi non sono del tutto d'accordo. Secondo l'ipotesi più probabile, «Milione» deriverebbe da «Emilione», il soprannome di un ramo della famiglia Polo; non a caso la loro casa veneziana era chiamata «Corte del Milion». Altri, invece, preferiscono una spiegazione più divertente: Marco esagerava a tal punto, parlando di «milioni» di ricchezze e di persone, da meritarsi il nome di «Messer Milione».
Da cibo per la fantasia dell'Europa medievale a mito moderno: pochi racconti hanno viaggiato tanto lontano.
04Il mito degli spaghetti
Ecco ora l'aneddoto più famoso — e più falso. Molti credono che Marco Polo abbia portato gli spaghetti dalla Cina. In realtà si tratta di una leggenda nata negli Stati Uniti nel Novecento. La pasta, infatti, esisteva in Italia già da secoli: in Sicilia se ne produceva in grande quantità nel Duecento e a Genova, nel 1279, un documento parla già di «maccheroni». Insomma, gli italiani mangiavano pasta molto prima del ritorno di Marco. La leggenda, in effetti, sembra essere nata da una rivista americana negli anni Venti del Novecento, forse per ragioni pubblicitarie. Da allora, però, ha continuato a circolare con enorme successo.
05Ci andò davvero?
C'è chi si spinge oltre e mette in dubbio l'intero viaggio. Alcuni studiosi hanno notato che, nel suo libro, Marco non nomina mai la Grande Muraglia, il tè o le bacchette. Possibile che non li abbia visti? La maggioranza degli storici, tuttavia, ritiene che il viaggio sia avvenuto davvero: molte descrizioni, come quelle della carta moneta o del carbone, sono troppo precise per essere inventate. Probabilmente Marco osservò l'Oriente con gli occhi di un mercante, più attento ai commerci che ai monumenti. Va poi ricordato che la Grande Muraglia, così come la vediamo oggi, fu costruita in gran parte molti secoli più tardi: la sua assenza dal libro, quindi, non prova granché.
06L'eredità di un sognatore
Si racconta che, in punto di morte, Marco Polo abbia detto: «Non ho scritto nemmeno la metà di ciò che ho visto». Vera o no, quella frase riassume bene il personaggio. Il suo libro affascinò generazioni di lettori e viaggiatori: persino Cristoforo Colombo ne possedeva una copia, piena di appunti. Marco Polo morì a Venezia nel 1324, ma il suo racconto continua a viaggiare: ancora oggi l'aeroporto della città porta il suo nome, come un invito a partire verso l'ignoto. Non stupisce che, a settecento anni dalla sua morte, la sua storia continui a essere raccontata: quella di un uomo che seppe trasformare un lungo viaggio in un sogno collettivo.
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Fonti verificate
- Wikipedia — Marco Polo (viaggio 1271–1295, corte di Kublai Khan, prigionia a Genova, morte nel 1324).
- Wikipedia — Il Milione (dettato a Rustichello da Pisa; lingua franco-veneta; «Corte del Milion»).
- Accademia dei Georgofili — Marco Polo e l'invenzione degli spaghetti (il mito della pasta smentito).
- CinaOggi — Marco Polo è andato veramente in Cina? (il dibattito su Muraglia, tè e bacchette).
Offbeatitalia · Lettura graduata B2 (QCER · PLIDA · CILS · CELI) · Testo di Emanuele Piva
Emanuele Piva
Direttore Offbeatitalia
Iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio.

