La Torre di Pisa, un errore famoso – Lettura livello B2
L'errore più famoso del mondo
La Torre di PisaStoria, curiosità e aneddoti
Un campanile che doveva essere perfetto e diventò celebre per il suo difetto. Otto secoli di ingegno, sfortuna e salvataggi spettacolari.
di Emanuele Piva · Offbeatitalia
Le parole sottolineate hanno una guida: passa il mouse (o toccale sul telefono) per la traduzione inglese e alcuni sinonimi.
C'è un monumento che deve la sua fama non alla perfezione, ma a un difetto. La Torre di Pisa, il celebre campanile pendente della Piazza dei Miracoli, è forse l'errore architettonico più amato del pianeta. Ogni anno milioni di turisti la fotografano fingendo di sostenerla con una mano. Ma dietro quella pendenza si nasconde una storia lunga secoli, fatta di ingegno, sventure e salvataggi sorprendenti.
01La nascita di un campanile
La costruzione cominciò il 9 agosto 1173, quando Pisa era una potente Repubblica marinara, ricca e ambiziosa. La città voleva un campanile degno della sua cattedrale e lo immaginò come una torre di marmo bianco, elegante e visibile da tutta la pianura. Il campanile, del resto, era solo una parte di un grande progetto: attorno ad esso sorgevano già la cattedrale, il battistero e il camposanto, tanto che la piazza fu poi soprannominata «Piazza dei Miracoli». Lo stile scelto fu il romanico, con eleganti ordini di colonne sovrapposte. Curiosamente, non conosciamo con certezza il nome dell'ideatore: per secoli si è fatto quello di Bonanno Pisano, ma gli studi recenti indicano piuttosto Diotisalvi.
02Quando il difetto diventa leggenda
Il problema, però, apparve quasi subito. Nel 1178, con la torre arrivata al terzo piano, il terreno cominciò a cedere. Il sottosuolo, infatti, era formato da argilla molle e cedevole, incapace di sostenere un peso così imponente: la struttura iniziò lentamente a inclinarsi verso sud. I lavori furono interrotti. E qui accadde qualcosa di paradossale: quella lunga pausa, durata quasi un secolo, salvò la torre. Il terreno ebbe finalmente il tempo di assestarsi; senza quella sosta, molto probabilmente il campanile sarebbe crollato. Non a caso anche gli altri edifici della piazza pendono un poco. Eppure la torre, così fragile in apparenza, si è dimostrata robusta: ha resistito a diversi terremoti e persino ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
03Una torre «a banana»
I lavori ripresero solo nella seconda metà del Duecento, sotto la guida di Giovanni di Simone. L'architetto tentò un rimedio ingegnoso: costruire i piani superiori leggermente curvi, nella direzione opposta alla pendenza, per riportare la cima verso il centro. Il risultato è che la torre, vista di profilo, non è affatto dritta, ma leggermente arcuata, «a banana». Il campanile fu completato solo nel Trecento, dopo quasi due secoli di lavori. In tutto, tra pause e riprese, ci vollero circa duecento anni e tre diverse fasi di cantiere. Oggi misura circa 57 metri e pesa quasi quattordicimila tonnellate; per arrivare in cima si percorrono circa trecento gradini.
Gli errori, scrisse Rodari, a volte sono «necessari, utili come il pane e spesso anche belli».
04Galileo e la caduta dei gravi
La torre è legata per sempre a un altro grande pisano: Galileo Galilei. Secondo una celebre leggenda, intorno al 1590 lo scienziato salì in cima e lasciò cadere due sfere di peso diverso, dimostrando che toccavano terra nello stesso istante e smentendo così le antiche teorie di Aristotele. All'epoca, infatti, quasi tutti credevano che gli oggetti più pesanti dovessero cadere più in fretta di quelli leggeri. L'aneddoto ci è arrivato grazie a Vincenzo Viviani, allievo di Galileo. Gli storici, tuttavia, dubitano che l'esperimento sia avvenuto davvero: fu probabilmente solo un esempio, un esperimento «mentale». Poco importa: all'interno della torre una lapide lo ricorda ancora.
05Campane, condannati e fantasmi
In cima al campanile si trovano sette campane, una per ogni nota musicale. La più antica, fusa nel Duecento, ha un nome sinistro: secondo la tradizione, il suo suono annunciava le condanne a morte. Si racconta, in particolare, che il suo rintocco accompagnasse la terribile fine del conte Ugolino, il personaggio reso immortale da Dante nell'«Inferno». Non mancano poi le storie di fantasmi: c'è chi giura che, nelle notti silenziose, l'ombra di Galileo si aggiri ancora tra le mura per continuare i suoi esperimenti. Leggende, naturalmente, ma perfette per un monumento tanto affascinante.
06Il grande salvataggio
Con il passare dei secoli la pendenza aumentò, poco a poco, di circa un millimetro all'anno. Alcuni tentativi di «aggiustarla» peggiorarono addirittura la situazione: nell'Ottocento, per esempio, si scavò intorno alla base e la torre si inclinò ancora di più. Nel 1990 la situazione divenne critica: i calcoli prevedevano il crollo entro pochi decenni, e il monumento fu chiuso al pubblico. Un comitato internazionale di ingegneri, guidato da Michele Jamiolkowski, studiò per anni la soluzione. L'impresa non fu semplice: nel 1995, durante i lavori, la torre riprese improvvisamente a muoversi, e solo nuovi contrappesi evitarono il disastro. In tutto vennero impiegate quasi mille tonnellate di piombo, e ogni minimo movimento della struttura veniva misurato di continuo. Alla fine si scelse una tecnica delicata: da un lato si collocarono pesanti contrappesi di piombo, dall'altro si tolse con grande cura una parte del terreno dal lato più alto, un metodo chiamato «sottoescavazione». Così la torre si raddrizzò di circa quaranta centimetri, tornando alla pendenza che aveva due secoli prima. Nel dicembre 2001 fu finalmente riaperta, dichiarata sicura per almeno trecento anni. Ancora oggi decine di sensori ne controllano la salute, giorno e notte.
07Un difetto che vale un tesoro
Naturalmente, gli ingegneri non vollero raddrizzarla del tutto: senza la sua pendenza, la Torre di Pisa non sarebbe più se stessa. Gli esperti calcolarono con precisione quanto raddrizzarla: quel tanto che bastava a metterla in sicurezza, senza toglierle il fascino. Ed è forse questa la sua lezione più bella. Un errore, nato dal terreno sbagliato, si è trasformato nel simbolo di un'intera città e in uno dei monumenti più riconoscibili del mondo — tanto che già nel 1987 l'intera Piazza dei Miracoli è entrata nel patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. La torre pende da più di ottocento anni, e non ha alcuna intenzione di smettere di stupirci.
Tre giochi
Metti alla prova quello che hai letto. Scegli un gioco!
Fonti verificate
- Wikipedia — Torre di Pisa (inizio 1173, argilla cedevole, consolidamento 1990–2001, contrappesi di piombo e sottoescavazione).
- Comune di Pisa – Turismo — Torre di Pisa (le fasi di costruzione, Giovanni di Simone, Tommaso Pisano; la citazione di Rodari).
- Wikipedia — L'esperimento di Galileo (fonte Viviani, 1654; storicità dibattuta).
- Campanili d'Italia — Torre pendente di Pisa (forma «a banana», 294/296 gradini, comitato Jamiolkowski).
Offbeatitalia · Lettura graduata B2 (QCER · PLIDA · CILS · CELI) · Testo di Emanuele Piva
Emanuele Piva
Direttore Offbeatitalia
Ordine dei Giornalisti del Lazio

