Wednesday, April 29, 2026
Insolite città

Il tiramisù che ha conquistato il Re

Cento chef italiani, 440 metri di pura eleganza e il maestro Iginio Massari: Londra si inchina al dolce più amato d’Italia. Cè qualcosa di profondamente romantico nell’idea che il dessert più amato d’Italia abbia scelto Londra — e non Milano, non Roma — per la sua consacrazione definitiva. Nel weekend del 25 e 26 aprile, alla Chelsea Old Town Hall, cento chef italiani hanno orchestrato uno spettacolo dolciario senza precedenti: un tiramisù lungo 440,6 metri, quasi cinque volte la lunghezza di un campo da calcio, e infinitamente più goloso. La mente dietro l’impresa è Mirko Ricci, già detentore del record nel 2017, che questa volta ha scelto di non giocare in casa. Il tiramisù, spiega, è stato un gesto di gratitudine verso il Regno Unito: «Il dolce più incredibile che l’Italia abbia mai esportato», dedicato al Re e alla Royal Family, e impreziosito — con tocco di teatralità tutta italiana — da una corona dorata in cima. Il risultato spazza via il precedente primato di 273,5 metri detenuto da Galbani a Milano. Il profumo e gusto del successo era già stato ben augurato la sera prima, il 23 aprile, quando nell’azzurro ovattato dell’Ambasciata d’Italia a Londra, Iginio Massari si aggirava tra gli ospiti con la naturalezza di chi ha fatto della perfezione uno stile di vita. Nominato miglior pasticcere del mondo nel 2017 e confermato tale a Parigi nel 2025, il Maestro aveva accettato di presiedere la cena ufficiale di lancio — un panel sul tiramisù dal titolo, non privo di ironia, Beyond the Savoiardo.

«A 4 anni sono caduto in una bacinella di crema e non ne sono più uscito. Sono l’Obelix della pasticceria: invece della forza, ho preso la dolcezza.»

— IGINIO MASSARI, MAESTRO PASTICCERE

Accanto a lui, il campione del mondo di pasticceria Francesco Boccia, in una serata che ha visto anche il benvenuto di Sua Eccellenza Fabio Cassese, Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, e l’intervento del Prof. Maurizio Bragagni OBE, fondatore di Esharelife — la charity britannica a cui è destinato il ricavato della vendita del tiramisù, a sostegno di comunità vulnerabili in tutto il mondo. Ma ritorniamo all’evento appena concluso: Le proporzioni dell’impresa record sono da capogiro: oltre 3.000 uova, 50.000 savoiardi, tutto assemblato rigorosamente in loco, davanti agli occhi del pubblico, nel rispetto dei severi protocolli Guinness — altezza minima 8 centimetri, larghezza 15. La perfezione, anche nella pasticceria record, ha le sue regole. L’evento è stato organizzato da COMPLITALY TV con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Londra e del Consolato Generale d’Italia. I fondi raccolti andranno alla Esharelife Foundation, per sostenere persone in difficoltà in tutto il mondo. Un dolce che nutre — nel senso più letterale. Chelsea si è trasformata, per un giorno, in una piccola enclave italiana — dove le calorie non contavano, e dove il tiramisù ha dimostrato, ancora una volta, di essere molto più di un dessert: è un atto d’amore. Con tanto di corona dorata.

Emanuele Piva




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