La Porta Alchemica o Porta Magica
La Porta Alchemica di Roma: un mistero scolpito nella pietra
Roma – Nel cuore della capitale, nascosta tra i giardini di Piazza Vittorio, si trova un’antica testimonianza del fascino esoterico che avvolge la storia di Roma: la Porta Alchemica, conosciuta anche come Porta Magica. Questo enigmatico monumento, unico nel suo genere, rappresenta uno dei pochi resti di Villa Palombara, dimora del marchese Massimiliano Savelli Palombara, vissuto nel XVII secolo e noto per il suo interesse per l’alchimia.
Origini e leggenda
La Porta Alchemica è l’unica sopravvissuta delle cinque che un tempo ornavano la villa e custodisce simboli e iscrizioni carichi di significati esoterici. Secondo la leggenda, la sua costruzione sarebbe legata alla figura di un misterioso pellegrino, identificato da alcune fonti come l’alchimista Francesco Giuseppe Borri, che, ospite del marchese, avrebbe scoperto il segreto della pietra filosofale proprio all’interno della villa. Tuttavia, prima di poter rivelare la formula, l’uomo sarebbe scomparso, lasciando dietro di sé pagliuzze d’oro e un manoscritto contenente formule oscure e simboli alchemici. Il marchese, incapace di decifrare il documento, decise di incidere le enigmatiche istruzioni sulle porte della villa, nella speranza che un giorno qualcuno potesse comprenderle.
Simboli e iscrizioni
Le iscrizioni presenti sulla porta, scritte in latino ed ebraico, si riferiscono ai segreti della trasmutazione dei metalli e alla ricerca dell’elisir di lunga vita. Tra le più celebri, una recita: *”Si sedes non is”*, che può essere letta in due modi: “Se ti siedi, non vai” oppure “Se non ti siedi, vai”. Questo gioco di parole sottolinea la natura enigmatica della porta, considerata da molti un passaggio simbolico verso la conoscenza assoluta. Sul frontone della porta è rappresentato il Sigillo di Salomone, costituito da due triangoli sovrapposti, simbolo dei Rosacroce riportato in molti testi del Seicento.
Lungo gli stipiti sono raffigurati i simboli dei pianeti associati ai corrispondenti metalli: Saturno (piombo), Giove (stagno), Marte (ferro), Venere (rame), Mercurio (mercurio) e Luna (argento).
Trasferimento e attuale collocazione
Originariamente, la Porta Alchemica si trovava lungo il muro di Villa Palombara tra la Strada Felice e la Strada Gregoriana, oggi corrispondenti a Via Merulana. Nel 1873, durante i lavori di demolizione della villa per la realizzazione di Piazza Vittorio Emanuele II, la porta fu smontata e successivamente riassemblata nel 1888 all’interno dei giardini della piazza, incastonata tra i resti di un vecchio muro perimetrale della Chiesa di Sant’Eusebio.
Attualmente, la porta è affiancata da due statue raffiguranti il dio egizio Bes, divinità associata alla protezione e alla fertilità, provenienti dal vicino Tempio di Serapide.
Un enigma senza tempo
Sebbene nessuno sia mai riuscito a decifrare con certezza il significato completo delle iscrizioni, la Porta Alchemica resta una delle testimonianze più affascinanti dell’alchimia nella storia italiana. Il suo mistero continua a stimolare l’immaginazione di studiosi e curiosi, rendendola un vero e proprio monumento della conoscenza segreta.
Chiunque visiti Roma e si rechi a Piazza Vittorio può fermarsi di fronte a questa straordinaria testimonianza del passato, lasciandosi avvolgere dal mistero che ancora oggi aleggia attorno alla Porta Magica.
Emanuele Piva

