Thursday, January 15, 2026
Insolite città

Il FALSO balcone di Giulietta

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Quando ci affacciamo al balcone o vediamo qualcuno farlo, pensiamo molto probabilmente a quello di Giulietta Capuleti. In effetti, è proprio il suo balcone ad essere il più famoso del mondo. La storia del balcone di Giulietta è legata alla famosa tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. Nella storia, Giulietta si affacciava da un balcone per parlare con Romeo.

“O Romeo, Romeo! perché sei Romeo? Rifiutati il tuo nome e, per quello, non sarai più Romeo. Sei un Montague, l’odio dei Capuleti. Non posso amarti e non odiarti. Perché, con l’odio, non posso odiare te, perché ti amo. Oh, vieni, la mia mano! E questo giuramento: che i miei occhi possono vedere te sempre, solo te, e che tu possa essere sempre mio.”

Tuttavia, nella realtà, non c’era alcun balcone nell’edificio che si ritiene essere la casa dei Capuleti, la famiglia di Giulietta. L’odierna casa di Giulietta e il suo celebre balcone, le cui origini sono incerte e comunque antecedenti al XIV secolo, sono di fatto il risultato di una fantasiosa rivisitazione avvenuta poco prima della metà del Novecento e finalizzata a dare vita alla perfetta scenografia medievale per il dramma shakespeariano di Romeo e Giulietta. Nel 1868, l’avvocato Ettore Scipione Righi ottenne di far murare una lapide sull’edificio, segnalando che era lì che vivevano i Capuleti. Tuttavia, la scrittrice Louisa Stuart Costello, giunta a Verona nel 1846, si chiese dove fosse il leggendario balcone di Giulietta.

Il balcone spuntò solamente nel 1940 e la sua costruzione e posa impiegarono oltre due settimane: dal 18 marzo al 13 aprile. Venne usata una lastra medievale, in pietra di Avesa, che giaceva tra i materiali lapidei accatastati vicino al portico di Castelvecchio.

In seguito Paolo Mariani (che definirei un filantropo), nel 2014, decise di restaurarlo a sue spese, lavorando spalla a spalla con Ettore Napione, funzionario conservatore del Museo di Castelvecchio. L’idea era di sistemare il balcone per valorizzare la città e attrarre i turisti. In altre parole, senza il loro intervento, non sarebbe mai esistito. Napione ha dovuto superare una trafila burocratica per restaurare il balcone non indifferente: una tragedia nella tragedia anche perché prima del restauro, non era mai stata eseguita una verifica statica della struttura. Mariani e Napione hanno salvato un falso clamoroso riguardo al balcone di Giulietta. Ma per molto tempo, l’unica icona veronese legata alla celebre storia d’amore shakesperiana era stata la “tomba di Giulietta”, posta nella chiesa di San Francesco al Corso, un altro falso che indignò Charles Dickens in visita in Italia nel 1846. Di quest’ultimo episodio non ne parlerò oggi, per adesso rimaniamo a prender aria sul balcone.

In realtà, falso o meno, nella testa di Shakespeare, il balcone c’era… bisognava solo dargli voce. Altrimenti come faremmo a fantasticarne oggi?

Emanuele Piva

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