Scopriamo Venezia
Venezia è sempre stata una signora, piena di misteri e di curiosità, intrigante, traditrice e seducente. Non basterebbe una vita intera per conoscerla e capirla ma, a piccoli passi, attraverso le sue storie possiamo scoprirla . Oggi parleremo di un ponte e di case che hanno fatto discutere e che anche dopo secoli, mi spingono a scrivere sull’argomento. Queste storie sono celate tra le pieghe di uno dei vestiti più scandalosi della Serenissima Repubblica. Entriamo in quello che una volta era stato il quartiere a luci rosse di Venezia, tra i Sestieri di San Polo e Santa Croce: covo di diversi bordelli e case di tolleranza, in un periodo dove il Governo aveva regolamentato la prostituzione.
Il ponte che portava a quelle case era ed è chiamato: il Ponte delle Tette. Esatto, avete capito bene, tette per tutti. Ma perché? Dovete sapere che il Governo della Repubblica cercava di contrastare un fenomeno in ascesa, quello dell’omosessualità tra i Veneziani; aveva già provato in passato molti e svariati modi per fermare questa tendenza ma infruttuosamente. Allora si inventò di imporre alle prostitute di affacciarsi alle finestre con i seni scoperti, “esponendo la merce” o “facendo vedere la propria mercanzia”.
I passanti erano così irretiti ed invogliati a cambiare idea. Poco distante invece, c’è il Rio Terà delle Carampane, un altro toponimo collegato al mestiere più vecchio del mondo, quello della prostituta. Lì infatti sorgevano le case del Conte Rampani, che venivano adoperate come ospizi per le peripatetiche in pensione. Nel 1319 muore l’ultimo discendente della famiglia Rampani, senza eredi e senza aver fatto testamento. I suoi beni immobili passarono alla Serenissima, che decise di utilizzare una parte degli edifici che si trovavano a San Cassiano, per farne delle case chiuse. Da quel momento nacque un modo di dire ancora oggi usato: la carampana. La carampana indica una donna anziana e tenuta male, oppure una donna sguaiata e volgare. Oggi sarebbe una cougar nello slang inglese. 
Interessante l’equazione che origina il sostantivo: Ca’, che in veneto significa casa e il nome rampani. Carampana! Che dire, potreste aggiungere anche queste due insolite mete nel vostro futuro giro a Venezia? Esiste anche un’altra città con il quartiere a luci rosse, donne in vetrina e canali: Amsterdam. Chissà che non sia l’acqua a unire questo filone di trasgressione… da secoli. Abbiamo scoperto abbastanza di Venezia e direi che sia il caso di rivestirla, prima che le venga un raffreddore!
Emanuele Piva

