Sunday, November 30, 2025
Insolite città

LA LEGGENDA DEL NODO D’AMORE (Verona in love)

Quando parliamo di Verona, pensiamo quasi immediatamente alla storia d’amore tra Giulietta e Romeo, nota in tutto il mondo. Però a pochi chilometri dalla località scaligera, esiste un piccolo borgo, forse tra i più belli d’Italia. Un borgo fortificato chiamato Borghetto, un posto incantevole avvolto da una leggenda: la leggenda del Nodo d’Amore che a breve andremo a scoprire. Questa storia la preferisco a quella shakespeariana perché i luoghi in cui si svolge, sono ancori intatti, congelati nel tempo e visitabili. Situato in provincia di Verona, Borghetto è una frazione di Valeggio sul Mincio. Un suggestivo borgo nato sull’omonimo fiume, deve il suo nome al periodo longobardo in cui si sviluppò la sua urbanizzazione. Passeggiando fra le sue vie è un piacere ammirarne le graziose casette e le pale di antichi mulini, alcuni ancora funzionanti. Ovunque lo sguardo si posi, incontra lo scorrere del fiume, con cui il borgo si unisce in perfetta simbiosi. Ma veniamo a noi, veniamo alla leggenda … Alla fine del trecento, nel corso di una delle numerose guerre che in quegli anni furono combattute nell’Italia settentrionale, il signore Milano Giangaleazzo Visconti, detto il Conte di Virtù, raggiunge le sponde del fiume Mincio e vi stabilisce una testa di ponte per lo sviluppo di un piano militare contro i suoi nemici. Nell’accampamento delle truppe viscontee, il buffone Gonnella, intrattiene i soldati alla luce dei falò raccontando un’antica leggenda: questa vuole che le acque del Mincio siano popolate da ninfe bellissime, che talvolta escono dal fiume per danzare in prossimità delle rive assumendo le sembianze di orride streghe per una vecchia maledizione. Mentre tutto l’accampamento dorme, dal fiume giungono delle streghe che iniziano a danzare tra i soldati assopiti; solo Malco, il loro capitano si ridesta e affronta le creature che vedendosi scoperte fuggono verso il Mincio. Una di queste viene raggiunta e nel disperato tentativo di scappare perde il mantello che l’avvolge, rivelandosi una splendida ninfa. NEL BREVE CORSO DELLA NOTTE TRA I DUE NASCE L’AMORE e l’alba li sorprende a promettersi eterna fedeltà. Silvia, la bella ninfa, deve però ritornare nelle profondità del fiume prima del sorgere del sole e lascia a Malco un fazzoletto teneramente annodato, come pegno d’amore. Il giorno seguente giungono alla presenza del Conte di Virtù tre splendide ambascerie; durante il ricevimento alcune fanciulle eseguono una danza in onore degli ospiti. Il capitano Malco riconosce in una di esse la sua amata ninfa Silvia, che il loro grande amore ha spinto ad affrontare il mondo tumultuoso degli uomini. Gli sguardi innamorati tra Silvia e Malco destano però, la gelosia di Isabella, nobile dama cugina del Conte di Virtù, che da tempo aspira all’amore bel capitano. Spinta dalla gelosia, Isabella, denuncia come strega al Conte la bella ninfa. La festa viene subito interrotta e dato l’ordine di arrestare Silvia. Malco impetuosamente si frappone tra la fanciulla amata e le guardie, consentendole di fuggire verso il fiume; poi si arrende e consegna la spada al Conte adirato. Al calare della sera Isabella si presenta a Malco che langue in una cella; tormentata per il suo gesto invoca il perdono e la comprensione del prigioniero. Mentre i due si parlano, riappare Silvia, ancora una volta emersa dal fiume per salvare l’amato, costringendo Isabella a ritirarsi sconfitta. Silvia, propone a Malco l’unica via di scampo: non sulla terra, dove ormai non ci può essere felicità per i due amanti ma, nelle acque dove vivono le ninfe. Malco accetta SENZA ESITAZIONE E SI DIRIGE CON SILVIA VERSO IL FIUME. Il Conte di Virtù, allertato dalle guardie, si lancia all’inseguimento ma viene momentaneamente fermato da Isabella, la quale pentita chiede rispetto e comprensione per un amore che non conosce limitazioni. Arrivato al fiume poco dopo che Silvia e Malco si sono lanciati nelle acque, egli trova abbandonato sulla riva il fazzoletto di seta dorata, simbolicamente annodato dai due amanti come pegno d’amore. Da quel giorno le ragazze della zona, durante i giorni di festa, amano ricordare la dolce storia dei due innamorati tirando una pasta sottile come la seta, che viene tagliata e annodata come un fazzoletto, dopo averla arricchita con un delicato ripieno a base di varie carni … era nata la leggenda dei Nodi d’Amore di Valeggio. Ogni anno nel comune di Valeggio sul Mincio, sul Ponte Visconteo situato nella frazione di Borghetto, si svolge la grande FESTA DEL NODO D’AMORE. IL TERZO MARTEDI DI GIUGNO si ritrovano seduti, lungo due tavolate di circa 600 metri, più di 3.000 commensali, provenienti da tutta Europa per gustare i famosi tortellini (o Nodi d’Amore). Una festa che inizia con una sfilata di comparse in costume medievale, che rievocano i protagonisti della leggenda da cui essa prende il nome. La prima edizione risale al 1993 e fu organizzata per celebrare i 600 anni della costruzione del Ponte Visconteo, un’imponente fortificazione voluta da Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano, per proteggere i confini orientali dei suoi possedimenti. Abbiamo viaggiato ancora, abbiamo scoperto un racconto fantasy tutto veronese. Quante storie e leggende meravigliose ci regala l’Italia. Sì perché, anche se il Medioevo è stato un secolo buio, di oscurantismo, la magia permeava dappertutto e l’amore, l’amore ha sempre brillato e ha unito creature fantastiche con gli esseri umani.

Emanuele Piva

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