Thursday, June 4, 2026
Insoliti successi

Ferrari Luce: La Rossa che non fa rumore

di Emanuele Piva

Cinque porte, cinque posti, 1.050 cavalli e nessun cilindro. La Ferrari Luce è arrivata. E il mondo dell’auto non ha ancora deciso se inginocchiarsi o rivoltarsi.

 

La sera del 25 maggio, sotto i riflettori di Roma, Ferrari ha tolto i veli a qualcosa che avrebbe fatto venire un colpo al Drake. Cinque esemplari — dal rosso al bianco ghiaccio, passando per un celeste che Enzo avrebbe respinto con disgusto — erano disposti come sculture in un museo d’arte contemporanea. Il messaggio era inequivocabile: Maranello non sta costruendo una macchina. Sta costruendo un manifesto.

Si chiama Luce. Luce come fiat lux, come la rivelazione, come l’alba di una nuova era — o come il tramonto di quella vecchia, a seconda di con chi si parla. È la prima Ferrari completamente elettrica della storia, cinque posti reali, cinque porte, un bagagliaio da 600 litri e un suono di motore che non esiste ma viene ricostruito digitalmente da altoparlanti nascosti nella carrozzeria. Benvenuti nel futuro. Non a tutti piace.

Il progetto: cinque anni e Jony Ive

«È il risultato di cinque anni di lavoro», ha detto l’amministratore delegato Benedetto Vigna davanti a oltre duecento giornalisti. Cinque anni in cui Ferrari ha costruito una piattaforma dedicata a 880 volt — chiamata internamente E-Building — e ha coinvolto LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson. Sì, l’uomo che ha disegnato l’iPhone e l’iMac ha messo mano alla Ferrari. L’accostamento è stato, a seconda dei punti di vista, una garanzia di eccellenza o una confessione di identità.

Il risultato è un’auto che assomiglia a tutto e a niente al tempo stesso: parte shooting brake, parte berlina, parte wagon, con una linea di cristallo espansiva che domina la vista laterale. Il peso supera i 2.200 kg. La distribuzione dei pesi è 47:53. Il passo di 2.959 mm, leggermente inferiore a quello del Purosangue. Quattro motori, uno per ruota, trazione integrale, 990 Nm di coppia. I numeri sono da capogiro. Il problema, per molti, è tutto il resto.

«Se dovessi dire quello che penso davvero, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito. Almeno tolgano il Cavallino da quella macchina.»

LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO · EX PRESIDENTE FERRARI

Chi la ama

Esiste, ed è più numeroso di quanto i puristi ammettano, un pubblico che guarda la Luce e vede esattamente quello che Ferrari vuole mostrare: il futuro del lusso. Sono i clienti che possedevano già una Purosangue e che ora vogliono portare i figli con sé senza sacrificare né il piacere di guida né la firma sul cofano. Sono gli imprenditori della Silicon Valley e del Golfo Persico che vogliono l’elettrico senza rinunciare al mito italiano. Per loro, la Luce è la risposta a una domanda che nessun altro marchio aveva saputo formulare correttamente.

Il CEO Vigna non si è nascosto: «Dovete vedere la Luce per capire che non ha nulla a che fare con le elettriche cinesi o con quelle degli altri marchi». E se il confronto con Porsche Taycan o Lucid Air appare scontato, Maranello punta su qualcosa di diverso — su quell’intraducibile concetto di esclusività artigianale che a 550.000 euro non è una promessa ma un contratto. La lista d’attesa, secondo indiscrezioni, è già in formazione.


Chi la odia

La reazione dei puristi è stata immediata, viscerale, talvolta brutale. Montezemolo — l’uomo che guidò Ferrari dal 1991 al 2014, il presidente più longevo dell’era post-Enzo — ha sparato a zero senza nemmeno fingere diplomazia. «Si rischia la distruzione di un mito», ha detto. E poi, l’affondo che ha fatto il giro del mondo: «Almeno una cosa: i cinesi non la copieranno.» Un complimento avvelenato degno di un’enciclopedia della critica automobilistica.

Non è rimasto solo. Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, ha immortalato il momento con un lapidario post su X: «È questa l’innovazione? Chissà cosa direbbe Enzo Ferrari…». Carlo Calenda, ex ministro ed ex dipendente del Cavallino, è andato oltre: «La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari.» Sui forum e su Reddit, i paragoni con la Fiat Multipla si sono moltiplicati come funghi dopo la pioggia — l’auto più brutta della storia, secondo alcune classifiche del 2000, usata come metro di paragone per il nuovo simbolo di Maranello. Non è un complimento.

–8%
Il titolo Ferrari ha perso oltre l’otto percento alla Borsa di Milano il giorno successivo alla presentazione. Gli analisti hanno smorzato i toni, definendo la reazione «prematura». Il mercato, per ora, non sembra convinto.

Chi non la capisce ancora

E poi c’è la terza categoria — quella che, probabilmente, determinerà il destino commerciale della Luce. Sono i fedeli storici del Cavallino che non sono pronti a condannare né a celebrare. Guardano quei finestroni di cristallo e si chiedono dov’è finita l’aggressività visiva delle ultime berlinette. Sentono il suono artificiale del motore — amplificazione delle vibrazioni naturali del powertrain elettrico, secondo Ferrari — e non sanno se emozionarsi o sorridere. Vedono 550.000 euro e pensano: per quella cifra, avrei una SF90 Stradale con ancora soldi per una 296.

Il punto è che la Luce non è una macchina pensata per gli appassionati del passato. È pensata per chi quel passato non l’ha vissuto — per la generazione che ha imparato a guidare simulando gare su un iPad, che considera la Formula 1 uno sport digitale oltre che fisico, che vuole il simbolo del prancing horse sulla portiera ma non ha mai sentito lo scroscio di un V12 in curva. Per loro, il suono artificiale non è una bugia: è semplicemente una scelta tecnica come un’altra.

«Dovete vedere la Luce per capire che non ha nulla a che fare con le elettriche cinesi o con quelle degli altri marchi.»

BENEDETTO VIGNA · CEO FERRARI

Il verdetto (provvisorio)

Ho già prenotato il primo test su strada, previsto in autunno. Tornerò con i numeri reali, la prova su pista, il confronto con i diretti rivali. Ma oggi, a pochi giorni dalla presentazione, posso già dire una cosa: la Luce ha ottenuto ciò che ogni grande automobile ottiene quando è davvero importante. Ha fatto parlare. Ha fatto litigare. Ha reso impossibile rimanere indifferenti.

Che sia la Ferrari più controversa della storia — più del Purosangue, più della California, più di qualsiasi concessione commerciale degli ultimi decenni — è fuori discussione. Se sia anche la più coraggiosa, lo dirà il tempo. E, soprattutto, lo dirà la strada.

Chi dice cosa

LA AMA

Clienti ibridi tra lusso e tech. Chi cerca cinque posti con il Cavallino. Gli investitori a lungo termine che credono nel posizionamento premium. I nuovi ricchi che non hanno mai guidato un V12.

LA ODIA

Montezemolo, Salvini, Calenda. I puristi del motore a combustione. Chi considera il suono artificiale una violazione. Reddit. I social. La vecchia guardia di Maranello.

ASPETTA A GIUDICARE

Chi vuole guidarla prima di parlare. Gli analisti del settore. I collezionisti indecisi. Chi — come me — preferisce aspettare l’asfalto per dare un verdetto definitivo.

POTENZA
1.050
CV · quattro motori
VELOCITÀ MAX
310+
km/h
0–100 KM/H
2,5
secondi
PREZZO BASE
550k
euro
 
 

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