IL BIKINI – un’invenzione tricolore che cavalca la moda ogni estate!
Ero sulle spiagge di Palma de Mallorca a godermi un po’ di sole quando la mia compagna si gira e mi dice che anche questa volta gli italiani ci hanno messo lo zampino, indicandomi con le mani il bikini che stava indossando.
Poco prima infatti, aveva sentito due donne inglesi che stavano appunto parlando di costumi da bagno e di come il bikini non fosse in realtà un’invenzione francese ma italiana o meglio romana.
Questo indumento è comparso per la prima volta durante il periodo imperiale romano (I-II secolo d.C.). E non serviva per nuotare, perché si nuotava nudi.
Se cerchiamo e googoliamo un po’, scopriamo che nella Villa romana del Casale, i cui resti sono situati a circa quattro chilometri da Piazza Armerina, in Sicilia, nella famosa Stanza delle dieci ragazze, vi è un mosaico che risale al III sec. d.C. e che raffigura giovani donne che, in un costume due pezzi, fanno diverse attività sportive.
Qualche anno dopo, nel 1946, due stilisti francesi, Louis Reard (ingegnere automobilistico) e Jacob Heim, reinventarono il costume da bagno femminile a due pezzi succinti, cui da principio venne dato il nome di un atollo del Pacifico.
Va detto in onor del vero, che fu Réar ad avere la vera intuizione del bikini, quando notò a Saint Tropez che le donne arrotolavano i bordi del loro enormi costumi da bagno per abbronzarsi meglio. Notò o stava guardando? Chiedo per un amico: mascalzone!
Però la morale é sempre quella, le italiane hanno la moda nel sangue, persino duemila anni fa, si faceva sport, ma con il nostro stile unico.
E noi maschi italiani quarantenni quando abbiamo scoperto il bikini? Beh, grazie a Lamù.
Emanuele Piva

