Thursday, January 15, 2026
Insoliti successi

Le tradizioni di Natale

LA LEGGENDA DEL VISCHIO

C’era una volta, in un paesino nascosto tra i monti, un vecchio mercante. Era un uomo solitario: non si era mai sposato, non aveva figli e gli amici, beh, li aveva persi per strada. Non perché se ne fossero andati, ma perché lui non li aveva mai davvero cercati. Per tutta la vita si era dedicato a una sola cosa: il commercio. Vendere, guadagnare, accumulare.

Quella notte, mentre si rigirava nel letto senza riuscire a dormire, il mercante si sentiva stranamente inquieto. Per la prima volta in tanti anni, il silenzio della sua casa gli sembrava insopportabile. Si alzò, indossò il suo vecchio mantello e uscì nella fredda aria della notte. Fu allora che notò qualcosa di strano: persone di ogni età si dirigevano verso lo stesso luogo. Uomini, donne, bambini… tutti si muovevano con lo stesso entusiasmo, stringendo in mano piccoli doni.

“Fratello, vieni anche tu?” gli gridò qualcuno, tendendogli una mano.

Fratello? Lui? No, non poteva essere. Lui non aveva fratelli. Era solo un mercante, un uomo che aveva passato la vita a pensare solo al profitto. Eppure, quelle parole gli risuonarono nel cuore. Spinto dalla curiosità, si unì al gruppo e iniziò a camminare con loro. I suoi pensieri però lo tormentavano: quante volte aveva ingannato quelle persone? Quante volte aveva sfruttato la loro povertà? No, lui non poteva essere loro fratello.

Arrivarono davanti a una piccola grotta, illuminata da una luce calda e accogliente. Tutti si inginocchiavano e offrivano qualcosa al Bambino che vi giaceva, avvolto in una coperta. Anche i più poveri avevano portato qualcosa: un frutto, una coperta, persino un semplice sorriso. Il mercante, però, non aveva nulla. Lui, che era sempre stato ricco, ora si sentiva il più povero di tutti.

Si inginocchiò anche lui e, con le lacrime agli occhi, disse: “Signore, ho trattato male i miei fratelli. Perdonami”. E pianse, pianse come non aveva mai fatto in vita sua. Appoggiato a un albero fuori dalla grotta, sentì il suo cuore cambiare. Quando il sole sorse, le sue lacrime brillavano sui rami come piccole perle, incastonate tra due foglioline verdi. Era nato il vischio, simbolo di pace e riconciliazione. Da allora, il vischio è diventato la pianta che unisce, quella sotto cui ci si scambia un bacio per augurarsi pace e amore.

Scopri altre storie incredibili sul vischio: ogni leggenda racconta un messaggio speciale!


LA LEGGENDA DELLE PALLINE DI NATALE

Molti anni fa, nei giorni successivi alla nascita di Gesù, un giovane artista di strada si aggirava per le vie di Betlemme. Era poverissimo, aveva appena una tunica per coprirsi e un vecchio cappello. Ma il suo cuore era pieno di entusiasmo: voleva vedere il Bambino, voleva donargli qualcosa! Il problema? Non aveva nulla. Neanche un tozzo di pane.

Pensò a lungo a cosa fare, poi ebbe un’idea: “Gli regalerò ciò che so fare meglio: la gioia!” Arrivato davanti alla grotta, iniziò il suo spettacolo. Lanciava in aria mele, arance e piccole pietre, facendole roteare con abilità. Fece capriole, salti e mille scherzi divertenti. E sapete una cosa? Riuscì a far ridere Gesù Bambino!

Le risate del Bambino erano così contagiose che tutti, intorno alla grotta, iniziarono a ridere e a gioire. Per ricordare quella notte di pura felicità, la gente iniziò a decorare gli alberi di Natale con palline colorate, simbolo di allegria e di festa.


LA LEGGENDA DEL BASTONCINO DI ZUCCHERO

Hai mai guardato il famoso bastoncino di zucchero bianco e rosso e ti sei chiesto quale sia la sua storia? Beh, si racconta che tutto sia iniziato con un dolciaio molto creativo. Voleva fare qualcosa di speciale per ricordare la nascita di Gesù e allo stesso tempo insegnare un messaggio di fede.

Il bastoncino racchiude tanti significati nascosti:

  • La forma a “J” rappresenta Jesus (Gesù in inglese) oppure il bastone del pastore, simbolo di come Gesù si prenda cura di noi.

  • Il bianco rappresenta la purezza e l’assenza di peccato.

  • Le strisce rosse grandi simboleggiano il sangue che Gesù ha versato per noi, mentre quelle sottili ricordano le frustate che subì.

  • Il sapore di menta piperita richiama l’issopo, una pianta aromatica usata nell’Antico Testamento per purificare.

Così, ogni volta che addenti un bastoncino di zucchero, ricorda che è molto più di un dolcetto: è una storia d’amore e sacrificio.

Emanuele Piva


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