Thursday, January 15, 2026
Insolita cultura

Le bocche di leone a Venezia

Le “bocche di leone” a Venezia sono uno dei dettagli più curiosi e meno conosciuti della storia della Serenissima. Questi particolari rilievi a forma di testa di leone non erano solo decorazioni, ma strumenti ufficiali per raccogliere denunce anonime. Ecco la loro storia raccontata in modo avvincente.

Uno strumento di controllo

Le bocche di leone erano installate sui muri degli edifici pubblici più importanti della città, come il Palazzo Ducale. Qui i cittadini potevano inserire lettere anonime per denunciare crimini o comportamenti scorretti. Ogni bocca aveva un’iscrizione che indicava il tipo di segnalazione accettata: ad esempio, alcune erano dedicate all’evasione fiscale, altre ai reati contro la moralità pubblica.

Come funzionava il sistema

Una volta inserite, le denunce finivano nelle mani di magistrati appositi, che le esaminavano per decidere se avviare indagini. Questo sistema era un modo per mantenere l’ordine nella società veneziana, garantendo anche una certa partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica.

Un’arma a doppio taglio

Tuttavia, questo strumento aveva un lato oscuro. Essendo anonime, le denunce potevano essere usate per vendette personali o accuse infondate. Questo dimostra quanto fosse complesso mantenere un equilibrio tra giustizia e trasparenza nella Venezia del passato.

Un pezzo di storia da scoprire

Oggi, le bocche di leone non sono più utilizzate, ma continuano a catturare l’immaginazione di chi visita Venezia. Sono silenziosi testimoni di un’epoca in cui la città cercava di combinare innovazione, giustizia e controllo sociale. Passeggiando per Venezia, ti imbatterai in questi dettagli unici, che raccontano una storia di potere e partecipazione.

Emanuele Piva

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