Sunday, November 30, 2025
Insoliti successi

Crazy Briatore

 

Suo padre lo voleva geometra e a lui la scuola, neppure piaceva. Dalla classe 1950 nasce un brillante imprenditore italiano che si definisce : ambizioso, affamato ed arrabbiato.

“La verità è che io sono un genio , voi no”

Lo dice in faccia a chi gli dà contro, a quelle persone invidiose del suo successo. Tra i tanti locali e negozi aperti in giro per il mondo (la catena Billionaire, Twiga, Riviera blue ec…) l’ultima fatica di questo ercole brizzolato che dice sempre quello che pensa è stato imporre il marchio Crazy Pizza, sollevando un polverone mediatico. Ma Crazy Pizza è l’asso nella manica che mi giocherò per ultimo; prima vediamo il resto. Cosa possiamo imparare da un’eccellenza italiana che ho voluto sotto la penna di Offbeatitalia? Diciamo che in un periodo di crisi come questo, lui si muove su altri binari, ha idee diverse, ha cambiato la prospettiva;  ci spiega un concetto nuovo di imprenditoria e di concepire il lavoro. La sua visione è incredibilmente unica, come tutto quello che fa. Può non piacere e sembrare arrogante ma  crede che l’umiltà sia fondamentale ed è un privilegio che dona la vera libertà. E’ la base per il successo di tutti. Innanzitutto capiamoci, Mr Billionaire vende il lusso quando c’è crisi per creare l’esperienza migliore ed unica al fruitore. Trasforma ogni cosa comune in esperienza, dando quello che gli altri non danno: personalizza, ama la nicchia e non la massa. Ma come fa?Rimane curioso ed umile; E’ attento, prende note e cerca le opportunità in tutte le situazione che vive. Tiene gli orecchi aperti, gli occhi spalancati e continua a pensare. Vede quello che gli altri non vedono, concentrandosi molto, assorbendo come una spugna ogni input, ogni messaggio. Vende caro, vende alto, ma dà servizi in più. Per farlo si circonda di collaboratori, vuole i migliori e vuole la squadra vincente. Crede nella squadra, nel lavoro di squadra, trattando bene tutti i suoi lavoratori, motivandoli e pagandoli bene (non ha problemi a dire quanto): il lavoro umano vince su tutto e fa la differenza.

“Nella vita o fai la comparsa o sei protagonista. Voglio essere il protagonista della mia vita”.

Briatore si sente responsabile per il lavoro che fa e ha un’idea molto pragmatica del successo. Per lui, il successo non sono i soldi ma la gratificazione delle sue idee e della sua tenacia. Vedere i suoi dipendenti che possono comprarsi casa, che possono mandare i figli a scuola, creare posti di lavoro… Usa anche la rabbia che considera un valore aggiunto per il successo. Gli dà la forza di lavorare di più, di pensare di più, di vivere quello che fa e infine, di saper cogliere le opportunità. “La mente va controllata per capire sé stessi, per conoscere i propri limiti e per usarla a tuo vantaggio ammette.” Nel lavoro non si diverte, si concentra e lo diverte solamente il risultato finale e la soddisfazione quando riesce. E’ molto prodigo di esempi e spiega così il suo punto di vista

“Ho fatto le pizzerie ma non so fare una pizza

Ho fatto la formula 1 e non guido una macchina

Ho fatto i motori e non ho mai aperto un cofano di una macchina per vedere se il motore è davanti o dietro

Faccio la moda e non me ne sono mai occupato

Ho aperto i negozi Benetton negli Usa e non ho mai fatto un negozio”

L’Italia non è Shangri la e durante le trasmissioni televisive dove è spesso ospite, si trova a disquisire con tanta gente che spesso ha idee politiche ben diverse dalle sue. Ma vale la pena ricordare la sua frase:

“ I ricchi creano posti di lavoro, mai visto un povero creare posti di lavoro”

Dipinge anche il suo quadro relativamente al Bel paese, spiegando che eravamo una nazione di imprenditori e creativi, ammettendo tristemente che adesso ci stiamo livellando sul basso; abbiamo troppi impiegati statali, troppi decreti controversi e cerchiamo di far vivere la gente di sussidi senza investire nelle imprese. Non si investe in Italia perché la situazione non lo permette, è tutto complicato, c’è troppa burocrazia. É un sistema punitivo. Ai giovani suggerisce di andare nei paesi dove c’è sviluppo, ancora prima dell’Università: le opportunità non sono in Italia; la lingua inglese è fondamentale e da imparare meglio di quella madre. L’Italia ha l’economia ferma. Si inizia con lavori per sopravvivere, con la manodopera (Malesia, Cina ec…)  e poi ci si guarda intorno.

“Nessuno ti regala il successo, il lavoro bisogna farlo bene e bisogna portare a termine le idee”

Arriviamo a Crazy Pizza, l’argomento 2022. Sta facendo la guerra ai pizzaioli napoletani o sotto c’è qualcosa che dovremmo comprendere ed imparare? La sua filosofia è che si debba investire in più attività e cambiare il concetto di intrattenimento, di ristorazione, di qualsiasi cosa. Il Patanegra diventa il nuovo caviale e viene pagato a suon di critiche che profumano di soldi e si trasformano in euro. Il concetto di Crazy Pizza apre una nicchia: il locale è una destinazione e dà alla gente qualcosa di nuovo, di esclusivo, unico (le vecchie pizzerie sono concettualmente finite). C’è necessità di creare l’energia che è fatta dal tuo prodotto più lo staff. I ragazzi fanno pubbliche relazioni, intrattengono come influencers; sono preparatissimi e con la parlantina pronta. Belle ragazze, bei ragazzi, il servizio deve essere ineccepibile e deve mettere i prodotti e le cose migliori possibili ed immaginabili sul mercato. Il locale deve creare energia. La formula era già stata testata sul Billionaire e aveva funzionato. Briatore è un uomo che è partito da zero e che ha costruito un grande percorso lavorativo. O lo si ama o lo si odia ma di sicuro merita di essere considerato ed annoverato tra gli uomini di successo nella rubrica “insoliti successi”. Vi suggerisco di leggere la pagina del suo sito e di googolarlo sul web. Possiamo raccogliere qualche insegnamento e farlo nostro? Mi auguro di sì. Flavio parla come un duro, ricordando ai giovani e a tutti noi, che il mondo non è morbido. Ci ha dato due crazy pizze in faccia a tutti e forse ha fatto bene. 

Emanuele Piva

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