IL DOLCE ITALIANO SCOMPARSO: IL LEVA’
Alcuni misteri hanno il sapore e l’aroma; parliamo di dolci scomparsi, che si preparano poco o quasi nulla, sorpassati ma le cui tracce rimangano.
Storia del Dolce Levà
Il Dolce Levà è un pane dolce lievitato della tradizione contadina emiliana, in particolare diffuso nelle province di Modena e Bologna. Il suo nome deriva dal termine dialettale levà, che significa “lievitato”, riferendosi alla lunga fermentazione dell’impasto. Era un dolce semplice, nato in un’epoca in cui le famiglie contadine avevano poche risorse e sfruttavano gli ingredienti disponibili per creare preparazioni speciali in occasione delle festività.
Origini e diffusione
Si ritiene che il Dolce Levà abbia origini molto antiche, probabilmente medievali, quando le tecniche di panificazione iniziarono a evolversi con l’uso del lievito naturale (madre). Era un prodotto tipico delle campagne, preparato nei forni a legna delle case coloniche o nei forni comunitari dei paesi. Tradizionalmente, era considerato un dolce della festa e veniva realizzato con ingredienti poveri, ma genuini: farina, latte, zucchero o miele, e burro o strutto. A seconda delle possibilità della famiglia, potevano essere aggiunti aromi come scorza di limone, anice o uvetta.
Quando e dove si consumava
Il Dolce Levà era legato principalmente alle festività religiose e ai momenti di celebrazione, come:
- Il periodo pasquale: veniva preparato nei giorni precedenti la Pasqua e consumato la domenica o il lunedì di Pasquetta, spesso accompagnato da vino dolce.
- Le festività natalizie: in alcune zone, era un’alternativa più semplice ai dolci natalizi più ricchi.
- Le sagre e le feste contadine: veniva cotto in grandi quantità per le celebrazioni paesane e condiviso tra amici e parenti.
- Le occasioni familiari importanti: era un dolce tipico dei pranzi domenicali o delle celebrazioni di battesimi e matrimoni nelle campagne emiliane.
Declino e riscoperta
Con il passare del tempo, e con l’arrivo di dolci più raffinati e della pasticceria industriale, il Dolce Levà ha perso popolarità, rimanendo però vivo nei ricettari delle famiglie emiliane più legate alla tradizione. Oggi alcune panetterie e forni artigianali hanno ripreso la sua produzione, spesso reinterpretandolo con varianti arricchite.
Il suo diretto successore fu il Pandoro, quando un giorno di molti anni fa, un geniale Sig. Melegatti prese il Levà e lo trasformò per sempre.
Emanuele Piva
