Wednesday, August 26, 2026
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IL PADEL, storia e diffusione di un gioco – Livello A2

Il padel e la sua diffusione · Offbeatitalia
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Lo sport che piace a tutti

Il padelStoria e diffusione di un gioco

Nato in un giardino in Messico, oggi è dappertutto. Che cos'è il padel e perché ha conquistato l'Italia?

Le parole sottolineate hanno una guida: passa il mouse (o toccale sul telefono) per la traduzione inglese e alcuni sinonimi.

Da qualche anno, in Italia, c'è uno sport nuovo che piace a tutti: il padel. Nei parchi, nei centri sportivi e vicino alle città sono nati tantissimi campi. Uomini, donne, giovani e anziani: tutti vogliono provare questo gioco. Ma che cos'è il padel? Dove è nato? E perché ha così tanto successo? Scopriamolo insieme, con parole semplici.

Che cos'è il padel?

Il padel è uno sport con la racchetta. È molto simile al tennis, ma è più facile e più divertente. Si gioca in un campo speciale, chiuso da muri di vetro e da reti di metallo. La cosa più importante è proprio questa: la palla può rimbalzare sui muri, come nello squash. Per questo il gioco è dinamico e pieno di sorprese. Possiamo dire che il padel è un mix tra il tennis e lo squash. Si può giocare all'aperto, ma anche al chiuso, in ogni stagione dell'anno.

Come si gioca?

Le regole del padel sono semplici. Di solito si gioca in quattro: due giocatori contro due, cioè in coppia. Il campo è più piccolo di un campo da tennis. Nel mezzo c'è una rete, come nel tennis. Anche i punti si contano come nel tennis: 15, 30, 40 e gioco. Le racchette, però, sono diverse: non hanno le corde, ma sono piene e con tanti piccoli buchi. Il servizio si fa dal basso, sotto la vita. E, come abbiamo detto, si può usare il muro: questo rende le partite lunghe e spettacolari. Una partita è formata da più set, e possono giocare insieme uomini e donne. Di solito una partita finisce dopo due o tre set. Si prende un punto quando la palla rimbalza due volte nel campo degli avversari. Grazie ai muri, la palla resta in gioco più a lungo, e le partite sono divertenti anche per chi guarda.

L'attrezzatura

Per giocare a padel servono poche cose. La prima è la racchetta, piccola e leggera, senza corde. Poi c'è la palla, gialla e morbida, molto simile a quella da tennis. Infine servono scarpe da ginnastica comode, per muoversi bene sul campo. Non serve altro: per questo il padel è uno sport comodo ed economico. Molti campi hanno anche le luci: così si può giocare anche di sera, dopo il lavoro.

Dove e quando è nato?

La storia del padel comincia lontano, in Messico. Siamo nel 1969, ad Acapulco. Un uomo d'affari, Enrique Corcuera, aveva un piccolo spazio in giardino. Voleva costruire un campo da tennis, ma lo spazio era troppo piccolo. Allora ebbe un'idea: costruì un campo più piccolo, chiuso da muri. C'è anche un dettaglio curioso: Corcuera mise i muri perché le palline finivano sempre nel giardino del vicino! Senza volerlo, aveva inventato il primo campo da padel della storia. Il suo campo era lungo circa venti metri e largo dieci: più o meno come i campi di oggi.

Un piccolo gioco da giardino, nato per caso, è diventato un fenomeno di tutto il mondo.

Come è arrivato in Europa?

Il padel piacque subito agli amici di Corcuera. Pochi anni dopo, nel 1974, un principe spagnolo, Alfonso de Hohenlohe, provò questo gioco in Messico. Gli piacque tanto e decise di portarlo in Spagna. Costruì i primi campi a Marbella, una città famosa ed elegante. Da lì il padel si diffuse in tutta la Spagna e poi in Sud America, soprattutto in Argentina. In pochi anni, milioni di persone cominciarono a giocare. In Spagna il padel diventò subito di moda: lo giocavano anche le persone ricche e famose. In Argentina, poi, divenne uno degli sport più amati di tutti.

Il padel in Italia

E in Italia? Il primo campo arrivò nel 1991, in Veneto, vicino a Vicenza. All'inizio, però, il padel non era molto conosciuto. Il vero «boom» è arrivato molto più tardi, intorno al 2013 e soprattutto dopo il 2020. In pochi anni sono nati migliaia di campi in tutto il Paese. Anche molti personaggi famosi, come il calciatore Francesco Totti, hanno cominciato a giocare. Oggi in Italia ci sono più di un milione di giocatori: nel fine settimana è spesso difficile trovare un campo libero! Molti vecchi circoli di tennis hanno costruito nuovi campi da padel. Così, quasi in ogni città, oggi c'è un posto dove giocare.

Perché piace così tanto?

Ci sono molte ragioni. Prima di tutto, il padel è facile: bastano poche lezioni per imparare a giocare. Poi è uno sport socievole: si gioca in coppia, con gli amici, e ci si diverte insieme. Inoltre non è troppo faticoso, quindi va bene per tutte le età. Non serve essere campioni: possono divertirsi insieme i bambini e i nonni. Infine, grazie ai muri, la palla non finisce quasi mai fuori, e le partite restano sempre divertenti. Dopo la partita, spesso gli amici restano insieme a chiacchierare: il padel è anche un modo per stare in compagnia. Insomma, è uno sport per tutti.

Uno sport per il futuro

Oggi il padel continua a crescere in tutto il mondo. Ci sono tornei internazionali, campioni famosi e milioni di appassionati. Esiste anche una federazione internazionale, che organizza le gare in tutto il mondo. Molti pensano che, un giorno, potrà diventare uno sport olimpico. Una cosa è certa: quello che è nato come un semplice gioco da giardino, in Messico, è diventato un fenomeno mondiale, amato da milioni di persone. E la sua storia, forse, è appena cominciata. Allora, sei pronto a provare? Trova un campo vicino a casa, chiama tre amici e prendi una racchetta: il padel è così, semplice, veloce e per tutti!

Tre giochi

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Fonti verificate

  1. The Padel Interview — Origini e storia del padel (Acapulco 1969, Enrique Corcuera; Marbella con Alfonso de Hohenlohe).
  2. BNL Italy Major Premier Padel (FIP) — Le origini del padel (il campo con i muri; il vicino; il 1974).
  3. Padel Review — La storia del padel in Italia (primo campo 1991 a Vicenza; boom dal 2013).
  4. Italia-Padel — Storia del padel (la crescita dei campi in Italia; i VIP come Totti).

Offbeatitalia · Lettura graduata A2 (QCER · PLIDA · CILS · CELI) · Testo di Emanuele Piva

Emanuele Piva Direttore Offbeatitalia

Albo unico nazionale dell’Ordine dei giornalisti

Ordine regionale del Lazio

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