Pollice in su o pollice in giù? La bufala che sfidò un Impero!
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“Mi chiamo Massimo Decimo Meridio , comandante dell’esercito del nord , generale delle legioni Felix, servo leale dell’unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa….e avrò la mia vendetta , in questa vita, o nell’altra.”
Che film meraviglioso il gladiatore, quante emozioni…i prodi guerrieri, i mirmilloni nelle arene e nel Colosseo, che combattevano fino alla morte.
Commodo, l’imperatore nella pellicola, si sente dire le parole riportate di sopra da Russel Crowe e decide se Massimo dovrà vivere o morire… Il momento è catartico e rimarrà per sempre scolpito nella nostra memoria eppure il pollice in su vivi e il pollice in giù muori è una bufala storica bella e buona, un luogo comune. Non funzionava in questa maniera nell’antica Roma.
Verso pollice o pollice verso è una locuzione latina di origine abbastanza sconosciuta ma per significato l’ipotesi più accreditata sostiene che il dito rivolto verso l’alto o disposto orizzontalmente servisse per decretare la morte dello sconfitto. Infatti il pollice avrebbe rappresentato la spada, il gladio sguainato pronto ad entrare in azione.
Per chiedere la grazia si chiudeva invece il pollice nel pugno, a indicare di riporre l’arma nel fodero.
Ma da dove nasce questo equivoco che mi ha appena traumatizzato? Anni di lotte con gli amici nel cortile buttate alle ortiche dove sono morto inutilmente. La falsa credenza si diffuse grazie al quadro Pollice verso di Jean Leon Gérome, dipinto nel 1872, nel quale le vergini vestali con il pollice in basso ordinano di far fuori lo sconfitto.
Le cose cambiarono nel 1997 con il ritrovamento di un medaglione del III sec. d.c., quindi medievale, nel sud della Francia. Il reperto raffigurava due lottatori, due gladiatori e un giudice con il pollice chiuso nel pugno. Il gesto era quello della salvezza, confermata ulteriormente dalla scritta “stantesi missi” (rilasciati in piedi – vivi).
Una curiosità sul film Il Gladiatore. Il regista, Ridley Scott, avrebbe visto una copia del dipinto prima ancora della sceneggiatura proposta dai produttori e solo in un secondo momento gli venne riferito dell’errore relativo al pollice verso. Però, scelse di proseguire con il falso per rendere viva la scena. C’è riuscito.
La storia ci affascina sempre e i rimaneggiamenti voluti o casuali, spesso e volentieri insaporiscono come il sale gli eventi, rendendoli più appetibili. Torneremo ancora nell’antica Roma perché ha molto da raccontarci.
Adesso mi viene un dubbio, ma pollice in su lungo la strada, che serva davvero per fare l’auto stop?
Emanuele Piva
