Super Mario, l’eroe italiano dei videogiochi!
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L’idraulico di Principesse non ne capiva un tubo, di funghi e reami magici ancora meno ma é diventato il Re dei video giochi a livello planetario. Si chiama Super Mario ed è italianissimo. Ha abbandonato il mestiere di Plumber e si è messo a lavorare a tempo pieno per la Nintendo assieme a suo fratello Luigi ed ai suoi sgangherati amici. Una fuga di cervelli in piena regola insomma, Aveva ragione Briatore, per aver successo come italiano bisogna uscire dall’Italia e andare all’estero, anche in mondi incantati se serve a pagar meno tasse. Pazienza che Mario sia fatto di pixel e che il suo papà Geppetto non sia fiorentino (Shigeru Miyamoto) ma del Sol Levante. Mario corre, salta e guida i kart: da oltre 35 anni ci intrattiene in un mondo fatto di suoni, luci e colori incredibili, facendoci sognare. La sua bella, che non ha mai sposato ma ci ha provato, la principessa Peach è un bon bon vestito di rosa, guanti bianchi e tiara sulla testa, ma la ragazza ha carattere da vendere. La biondina partecipa a tornei e tiene testa a tutti tanto da finire nella lista dei personaggi di fantasia più ricchi del mondo, stilata da Forbes nel 2007!
Ma ripuntiamo il riflettore su Mario. Il design di Mario è stato inizialmente dettato dalla necessità di venire incontro alle limitazioni grafiche proprie della tecnologia degli anni ‘80. Ad esempio, l’ormai immancabile cappello rosso serviva ad evitare di mostrare i capelli, molto difficili da rendere in maniera realistica su schermo. Allo stesso modo, le basette erano necessarie per distinguere le orecchie, mentre i baffi per separare le labbra dal resto nel volto nello spazio di pochi pixel. Ma chi riesce oggigiorno ad avere un’idea diversa di idraulico? E chi ha mai visto un idraulico diverso?
Facciamo nomi e cognomi e rivendichiamo il tricolore del nostro piccolo eroe. Mario Arnold Segale è stato un imprenditore attivo in progetti di urbanistica nell’area di Seattle. All’inizio degli anni ‘80 Segale aveva affittato a Nintendo un immobile, impiegato dall’azienda giapponese come quartiere generale americano. La compagnia era in difficoltà con le spese, con l’affitto in arretrato: la leggenda narra che Segale, piuttosto contrariato dalla situazione, sia stato convinto dall’allora Presidente di Nintendo of America a pazientare per qualche tempo, anche alla luce dell’imminente debutto nelle sale giochi di un certo Donkey Kong. Mario avrebbe preso il suo nome proprio da Segale, come debito d’onore e come ringraziamento per la gentilezza dimostrata in un momento complicato.
Originariamente nel 1981,i frequentatori delle sale giochi impazzivano per aiutare un carpentiere (Jumpman) a salvare la sua fidanzata, Pauline, meglio nota come Lady. Quel saltatore sarebbe poi diventato Super Mario, cambiando professione e diventando un idraulico! L’antagonista non era ancora Bowser (drago o tartaruga?), ma il gorilla Donkey Kong, colpevole di aver rapito la povera Pauline.
A dirla tutta Mario e Luigi sono idraulici newyorkesi, figli di immigrati italiani che operavano tra Brooklyn e Queens. Da lí a ritrovarsi rispettivamente nel Regno dei funghi e nel Regno di Bowser attraversando un tubo verde, il passo è stato breve.
Che dire, un altro italiano che ce l’ha fatta, che ci ricorda anche nell’immaginario quanto siamo versatili e fantasiosi, artisti e creativi.
Leggevo sul giornale che l’idraulico è un mestiere molto richiesto nel Bel paese e non se ne trovano. Adesso capisco il perché: sono tutti impegnati a salvare Regni e Principesse.
Emanuele Piva

