Sunday, August 23, 2026
Insolite città

Venezia bizzarra – Livello C1

Venezia bizzarra · Offbeatitalia
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Viaggi & MisteriLivello C1

Oltre San Marco e Rialto

Venezia bizzarra

Venezia bizzarra

Cinque luoghi che sfuggono alla cartolina: scale a chiocciola, librerie anfibie, cantieri alpini e palazzi maledetti. Un piccolo atlante dell'insolito lagunare.

Le parole sottolineate hanno una guida: passa il mouse (o toccale sul telefono) per la traduzione inglese e alcuni sinonimi.

Esiste una Venezia che non compare sulle cartoline. È una città parallela, fatta di angoli reconditi e di storie sussurrate, che si rivela soltanto a chi accetta di perdersi nel dedalo delle calli. Lontano dalla folla di Piazza San Marco, la Serenissima custodisce luoghi bizzarri, a tratti inquietanti, che ne raccontano il lato più eccentrico. Perché la vera Serenissima, quella che i veneziani custodiscono gelosamente, comincia spesso dove finisce l'itinerario turistico. Ne ho scelti cinque: cinque anomalie che, messe insieme, compongono una mappa alternativa del meraviglioso.

01

La libreria anfibia

Libreria Acqua Alta · Castello

Cominciamo dalla Libreria Acqua Alta, divenuta ormai un'icona instagrammabile, ma non per questo meno sorprendente. Qui i volumi non riposano su scaffali ordinari, bensì dentro gondole, vasche da bagno e vecchie imbarcazioni: uno stratagemma tanto ingegnoso quanto necessario per sottrarli alle periodiche invasioni dell'acqua alta, il fenomeno che dà il nome al negozio. Nel cortile sul retro, una scala improvvisata con tomi destinati al macero permette di affacciarsi sul canale. È il regno del disordine sublime, dove i libri diventano insieme merce, arredo e argine contro la marea. Non stupitevi se, tra un volume e l'altro, incrocerete lo sguardo di un gatto assonnato: la libreria ne ospita diversi, veri padroni di casa. Situata a pochi passi da Rialto, conserva un'atmosfera sospesa a metà tra il naufragio e il tesoro.

02

La chiocciola di pietra

Scala Contarini del Bovolo · San Marco

Poco distante, nascosta tra le calli presso Campo Manin, svetta la Scala Contarini del Bovolo. «Bovolo», nel dialetto veneziano, significa «lumaca»: e in effetti questa scala elicoidale, alta circa ventisei metri, si avvita su se stessa come il guscio di una chiocciola. Voluta dalla famiglia Contarini sul finire del Quattrocento, fonde con disinvoltura elementi gotici, rinascimentali e bizantini. Chi ha la pazienza di salirne i gradini viene ricompensato con una veduta a trecentosessanta gradi sui tetti della città, insolitamente silenziosa e lontana dai belvedere più affollati. Progettata da Giovanni Candi, la torre conduce dapprima a un elegante loggiato e infine a una terrazza da cui lo sguardo abbraccia il campanile di San Marco e la cupola della Salute. Rimasta a lungo dimenticata, è tornata accessibile al pubblico dopo un accurato restauro.

03

Il cantiere che sembra una baita

Squero di San Trovaso · Dorsoduro

Nel sestiere di Dorsoduro, affacciato su un piccolo rio, sorge lo Squero di San Trovaso, uno dei più antichi cantieri navali di Venezia, risalente al Seicento. Ciò che stupisce è la sua architettura: un edificio interamente in legno, con il tetto spiovente, che pare trapiantato da una valle alpina. Non è un capriccio: i maestri d'ascia che vi lavoravano, così come il legname, provenivano in gran parte dal Cadore, la zona montuosa del Veneto settentrionale. Ancora oggi, in questo luogo fuori dal tempo, gli squeraroli costruiscono e riparano le gondole rigorosamente a mano, secondo tecniche rimaste pressoché immutate. Costruire una gondola, del resto, non è impresa da poco: richiede ben otto tipi diversi di legno e centinaia di ore di lavoro. Ogni esemplare nasce leggermente diverso dagli altri, cucito su misura per il gondoliere che lo condurrà.

Venezia non è soltanto un museo a cielo aperto: è un organismo vivo, insieme sublime e grottesco, sacro e libertino.

04

Il ponte dal nome sfrontato

Ponte delle Tette · San Polo

Non tutte le bizzarrie veneziane sono innocue. Nel cuore del sestiere di San Polo, tra le calli dell'antico quartiere delle Carampane, si nasconde il Ponte delle Tette: un nome tanto sfrontato quanto autentico. All'epoca della Repubblica, questa era la zona a luci rosse ufficialmente tollerata dal governo. Secondo la tradizione, alle cortigiane era addirittura concesso — se non incoraggiato — mostrarsi discinte ai passanti dalle finestre. Dal palazzo dei Rampani, che ospitava le prostitute anziane e indigenti, deriverebbe peraltro la parola «carampana», tuttora impiegata per designare una donna trasandata. La vita di queste donne, peraltro, era tutt'altro che libera: dovevano rispettare rigidi orari, pagare tasse e rischiavano pene severe se infrangevano le norme imposte dalla Serenissima. Un angolo che testimonia il pragmatismo, spregiudicato e disincantato, della Serenissima.

05

Il palazzo maledetto

Ca' Dario · Dorsoduro

Chiudiamo con la storia più tenebrosa. Sul Canal Grande, nel sestiere di Dorsoduro, si specchia Ca' Dario, un gioiello architettonico commissionato nel 1478 a Pietro Lombardo. La sua facciata, incrostata di marmi policromi e lievemente inclinata, ha ispirato pittori come Claude Monet, che la ritrasse nel 1908. Eppure il palazzo è celebre soprattutto per una fama sinistra: quella di dimora maledetta. Nei secoli, molti dei suoi proprietari sarebbero andati incontro a rovine finanziarie, malattie o morti premature. La nomea, in verità, fu rilanciata soltanto negli anni Settanta del Novecento da un articolo di giornale, che collegò con enfasi le disgrazie dei vari inquilini. Non a caso il palazzo ha sempre attratto artisti e scrittori: Gabriele D'Annunzio lo paragonò a una cortigiana ormai decrepita, curva sotto il peso dei propri gioielli, mentre il critico John Ruskin ne celebrò il valore estetico. Storia o superstizione? A Venezia, dove ogni pietra pare nascondere un segreto, il confine tra le due cose resta volutamente sfumato.

Questi cinque luoghi hanno in comune una qualità rara: sfuggono alla cartolina e resistono alla fretta del turismo di massa. Ci ricordano che la Serenissima non è un fondale immobile, bensì un corpo vivo e contraddittorio, capace di essere allo stesso tempo raffinato e grottesco, devoto e libertino. La prossima volta che vi troverete a passeggiare tra le sue calli, provate a deviare dal percorso segnato: è nei suoi anfratti più improbabili che la città rivela la sua anima più autentica. In fondo, è questa la sua magia più sottile: non smettere mai di sorprendere chi crede di averla già vista tutta.

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Fonti verificate

  1. Wikipedia — Palazzo Contarini del Bovolo (scala esterna a chiocciola, «bovolo» = lumaca, visitabile dal 2016)
  2. Wikipedia — Squero di San Trovaso (cantiere del Seicento; maestri d'ascia e legname dal Cadore)
  3. Wikipedia — Ca' Dario (commissionato nel 1478 a Pietro Lombardo; «maledizione» rilanciata negli anni '70)
  4. Veneto Inside — Il Ponte delle Tette e le Carampane (quartiere delle cortigiane; origine di «carampana»)
  5. Visit Lido — Venezia segreta, luoghi insoliti (Libreria Acqua Alta: libri in gondole e vasche da bagno)

Offbeatitalia · Lettura graduata C1 (QCER · PLIDA · CILS · CELI) · Testo di Emanuele Piva

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