Thursday, January 15, 2026
Insolita cultura

Miti e creature italiane: Il Drago Tarantasio

Nelle leggende popolari medievali si possono trovare storie affascinanti ed intriganti, dove gli esseri mitici e le creature fantastiche erano una realtĂ . Parliamo oggi di un drago, quello piĂą famoso d’Italia però, che dimorava presso il Lago Gerundo, in provincia di Lodi. Alcuni credono che fosse in realtĂ  una Viverna, ovvero un drago a forma di serpente, con un solo paio di zampe e due piccole ali. A testimonianza del mito rimane Taranta, una frazione di Cassano d’Adda, così battezzata in memoria della strana creatura. Pare che Tarantasio, questo è il nome del mostro, come i suoi simili, cacciasse gli umani per divorarli, in particolare i bambini. Oltre a ciò, distruggeva le barche in transito sul lago e ammorbava l’aria con il suo fiato pestilenziale, diffondendo una malattia denominata febbre gialla. Una credenza vuole che il drago fosse nato dai resti putrefatti di Ezzelino III da Romano, morto proprio in quelle terre e seppellito nella rocca sforzesca di Soncino. Quest’uomo era conosciuto per gli atti di crudeltĂ , tra cui murare vivi i prigionieri e far cavare gli occhi ai fanciulli.  La storia non ufficiale attribuisce il prosciugamento del lago e la sconfitta della bestia ad alcuni santi, tra cui San Cristoforo, patrono delle acque, e San Colombano, che avrebbe attirato la creatura sulla terraferma per poi schivarne gli attacchi e colpirla con un lungo bastone. Numerosi reperti, come piroghe rinvenute nei fiumi della regione, testimoniano l’esistenza del lago Gerundo, che era navigabile. Alcuni resti come le colonne per gli ormeggi delle navi e i nomi delle cittĂ  nella zona indicano la sua presenza. Tarantasio è anche noto a livello internazionale perchĂ© l’Eni si sarebbe ispirato a lui per creare il logo a sei zampe dell’Agip, dato che il primo giacimento di metano fu scoperto nella zona Gerundo nel 1944. Inoltre, l’alito pestilenziale del drago era dovuto alla presenza di gas naturali nel terreno, causati dai depositi alluvionali stratificati e sedimenti paludosi molli con residui fossili. Però a noi piace sognare e continuare a credere che il drago sia esistito per davvero. Se c’è stato il drago, forse c’era una principessa, un reame e la magia. Con la magia fa rima la fantasia e la spada che tutto poteva. Continueremo a viaggiare perchĂ© il mondo delle creature mitiche italiane è appena incominciato.

Emanuele Piva





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