Thursday, January 15, 2026
La dolce vita

IL CAFFÈ SOSPESO…quando Napoli insegna!

L’usanza del “caffè sospeso” o “caffè pagato” è un’usanza napoletana, nata verso gli inizi del XX secolo, in un periodo economicamente difficile in cui, coloro che potevano permetterselo, potevano bere un caffè pagandone due e lasciando, così, un caffè “sospeso”, ovvero già pagato per uno sconosciuto, che non aveva la possibilità di concederselo. 

Un’altra versione della storia, meno filantropica ci racconta che la consuetudine del caffè sospeso è nata perché, quando si andava al bar in gruppo, con amici o parenti, nascevano spesso dissapori sul conto e si finiva per pagare anche caffè che nessuno aveva ordinato; in questo caso si lasciava una consumazione a beneficio del cliente successivo. Nel tempo il gesto è diventato il simbolo delle persone particolarmente felici o di buon umore che, per iniziare bene la giornata, bevevano un caffè e ne pagavano due, per chi sarebbe entrato dopo.

Offrire un caffè ad uno sconosciuto era, ed è tutt’oggi, l’esempio più fulgido della generosità napoletana. Molti scrittori e filosofi hanno raccontato la bellezza del gesto del caffè sospeso, come appunto Luciano De Crescenzo, e si dice che anche Antonio De Curtis, in arte Totò, ne fosse un accanito sostenitore, distintosi sempre per la sue generosità, pare che lasciasse fino a 10 caffè sospesi in diverse caffetterie, quasi ogni giorno. Nel corso degli anni, la tradizione del caffè sospeso è stata abbandonata.

Oggi tutti possono permettersi un caffè; sembrerebbe, quindi, che non ve ne sia più bisogno, ma la tradizione è tornata ad essere di moda negli ultimi anni e non solo a Napoli, ma anche in molte città italiane e anche straniere. È stata testata con successo anche in alcuni bar di Newcastle (Irlanda) della Spagna, Canada, Francia e Argentina, dove c’è una variante propria chiamata “Empanada Pendiente” ed ha ispirato altre forme solidali simili come il “libro sospeso”, nata a Palermo nel 2010 e la “rete del caffè sospeso”, una community che si occupa della diffusione di arte e cultura attraverso una serie di eventi che si tiene proprio nei bar e nelle caffetterie.  

Personalmente credo che questa tradizione ci avvicini e ci renda più umani. Sapere che qualcuno che non conosciamo ci ha pensato, anche con un semplice caffè, ci darà la carica per affrontare la giornata. I piccoli gesti come questo, rendono l’Italia un paese straordinario.

Emanuele Piva

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