IL MEDIOEVO: un secolo buio ma non troppo.
Il Medioevo è un periodo che da tutti è ritenuto buio, magico e pericoloso. Ma sarà cosí?
Facciamo degli esempi di come le bugie siano diventate fatti storici.
Intanto perché parliamo di “Secoli bui”? Furono gli inglesi del Settecento i primi a chiamare il Medioevo Dark ages. Da allora l’espressione “secoli bui” è stata usata come metafora per indicare un’epoca di crisi, che evoca l’immagine di un popolo abbrutito dalla fame e dalla superstizione, di strade infangate, della barbarie del potere, di torture e di terribili pestilenze. Quasi ci si dimentica che il Medioevo fu anche il tempo di Dante, di Giotto, delle cattedrali e dei primi passi del diritto moderno.
L’Escatologia, il millenarismo e la fantasia
Si temeva l’avvento dell’anno Mille. La diceria nacque dalla lettura a posteriori delle cronache di Rodolfo il Glabro, monaco e cronista che nel 1048 raccontò un clima storico di incertezze, parlando di segni interpretati come “apocalittici”, quali calamità ed eclissi (testimoniando allo stesso tempo anche la volontà di una rinascita). Nella realtà dei fatti però non ci fu alcun panico. La maggior parte delle persone non sapeva di vivere nel Mille, le annate si contavano in base agli anni di regno dei re e i movimenti millenaristi che annunciavano la fine del mondo si diffusero dopo il Mille (così come i lavori di Rodolfo il Glabro, circolati qualche decennio più tardi del 1000).
Terra alla marinara: Piatta come una pizza ma non per tutti…
Nel medioevo si pensava che la Terra fosse piatta. Anche se fu il viaggio di Magellano (1519-1522) a dimostrare al mondo in maniera diretta che la Terra è sferica, grazie alla prima circumnavigazione del globo, in vari trattati medievali – come il Tractatus de sphaera, scritto nella prima metà del Duecento – si leggono calcoli che dimostrano la curvatura della superficie terrestre (dati già noti anche agli antichi Greci). Il luogo comune riguardo questa convinzione nacque verso il XVI secolo, quando gli umanisti videro nelle mappe medioevali di forma circolare (al pari dei planisferi odierni) una prova presunta dell’ignoranza di chi li aveva preceduti. Nell’immagine, un planisfero del XI secolo.
Igiene quando conviene
Non ci si lavava spesso. Forse nel Medioevo non si faceva il bagno tutti i giorni (cosa che per alcuni succede anche oggi) ma la vasca da bagno, anche nella semplice forma di tinozza, era un oggetto di mobilio comune; nella bella stagione, erano frequenti le scorribande al fiume; e i bagni termali erano molto comuni e assai frequentati (nella Parigi medievale di Filippo II, 1165-1223, se ne contavano ben 26). D’estate anche i più poveri facevano il bagno nudi nei fiumi, lavandosi.
Anche l’abitudine di lavarsi le mani prima dei pasti era già diffusa, così come quella di lavarsi i piedi o indossare biancheria pulita. La convinzione che nel Medioevo ci si lavasse poco deve essere nata dalla cattiva interpretazione di certe raccomandazioni ironiche ad evitare atteggiamenti grossolani, non lette con il giusto distacco.
Il Medioevo più che buio è stato sempre poco illuminato dagli storici o da chi, per comodità, lo ha relegato a un periodo di ignoranza e magia.
Torneremo ancora a parlarne, per farne luce e per scoprire altre cose interessanti.
Emanuele Piva

