Quel famoso 25 Aprile che ci liberò!
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Il 25 aprile è alle porte e questo da sempre significa festa, festa a casa da lavoro e festa da scuola. La maggior parte degli italiani la confonde con il Primo Maggio e pensa di dover recitare la poesia del Manzoni (il 5 maggio) con la famiglia durante il tragitto in autostrada, per poi rimanere “i fu siccome immobile” nell’ignoranza e fare una errata corrige attaccando il motivetto “Oh bella ciao”.
“Papà, ma perché canti la casa di carta?”
“Lascia fare, ho sempre tifato per gli eroi partigiani che rapinavano la banca dei neo nazisti mentre il Professore, Tokio e Berlino fuggivano dal Duce aiutati dagli americani che nel frattempo inventavano la carbonara tra una regione e l’altra”.
Noi italiani siamo così, caciaroni, svelti ai fornelli e senza una vera e propria memoria collettiva. I media e gli insegnanti ci spronano a ricordare la storia ma lo fanno sempre con una visione miope e di parte, della destra vs la sinistra, me vs te, che si traduce in noia. Se ci aggiungiamo anche un vecchio documentario Luce in bianco e nero, la frittata é fatta. E puntuale arriva e arrivava. Diciamo che almeno siam salvati dalla granitica pattuglia acrobatica , la quale ci rende orgogliosi di saper fare cose fiche e piene di stile in tutte le occasioni.
Ma entriamo nel vivo della faccenda, che cosa é il 25 aprile e perché si festeggia? Facciamo per punti.
Il 25 aprile é la festa della liberazione o anniversario della Resistenza.
L’Italia viene liberata dal Governo fascista e dall’occupazione nazista.
Nella primavera del 1945 i partigiani italiani e le truppe anglo americane sfondarono la linea gotica (da La Spezia a Rimini) dilagando nella Pianura Padana che mise in fuga i tedeschi e Mussolini.
I partigiani erano operai, contadini e giovani renitenti alla leva della Repubblica di Salò che dal 1943 iniziarono ad organizzarsi in una resistenza armata contro i nazi e il collaborazionismo fascista, insomma, una guerra civile.
I Partigiani avevano molteplici orientamenti politici: dalle brigate Garibaldi (comuniste) alle Matteotti (socialiste) fino a Giustizia e Libertà (del partito d’azione).
I partigiani operavano – in preferenza – fuori dai centri urbani o abitati per sfruttare i vantaggi offerti dalla natura montagnosa del Paese e colpire cosí i punti di interesse militare in maniera repentina.
La data del 25 aprile venne scelta perché il Comitato Nazionale di Liberazione (CNL) aveva lanciato l’appello da Milano per l’insurrezione proprio quel giorno.
Alla fine della fiera, in maniera abbastanza pragmatica, la storia è storia e noi siamo tutto sommato epicurei. Ponte lungo o ponte corto? Mare o Montagna? Patriottici in Italia o esploratori all’estero?
A voi la scelta, l’importante è che non piova.
Emanuele Piva

