Pareidolia: vedo cose e facce dove non ci sono!
Avete mai visto la forma di un cavallo guardando le nuvole? Oppure oggetti che accostati assieme possono sembrare volti, occhi e via dicendo? Se vi è capitato di riconoscere facce e forme dove non dovrebbero esserci, siete incappati nel fenomeno della pareidolia. Oggi ne parliamo un po’ cercando di fare chiarezza. Eh si’, chiarezza e la parola chiave perché questo “errore del cervello” nasce quando i bordi di quello che stiamo osservando non sono ben definiti. Inoltre la simmetria di oggetti uguali e adiacenti (di qualsiasi tipo) possono creare l’illusione: ad esempio uova, viti e buchi che appaiono come tratti del viso e così gli esempi potrebbero sprecarsi.
Sostanzialmente l’uomo cerca di riconoscere oggetti e modelli familiari dove non ci sono, dove le forme non sono riconoscibili, diciamo che cerca di modificare la realtà per trovare la sicurezza o la salvezza. Questo fenomeno accade principalmente con i volti e le figure umane. A livello evolutivo sarebbe utilissimo per l’uomo nelle situazioni di pericoli: con pochi indizi i nostri progenitori avrebbero potuto scampare da un predatore mimetizzato. Oppure il bambino piccolo che seppur non vedendoci bene inizia a farsi l’idea del volto di mamma o di papà.
La parola pareidolia deriva dal greco εἴδωλον èidōlon, “immagine”, con il prefisso παρά parà, “vicino” e curiosamente non coinvolge solo l’immagine ma anche il suono includendo le percezioni uditive, quando si crede di sentire suoni, parole o frasi significative in rumori casuali, come quelli ottenibili da registrazioni eseguite al contrario.
Numerose leggende riguardo a presunti messaggi satanici inclusi in canzoni rock e heavy metal sono spesso da attribuirsi semplicemente a questo quid pro quo.
Tiriamo le somme: dal veder fantasmi nelle fotografie o animali nelle costellazioni, la pareidolia ci accompagna da sempre nella nostra vita; molte volte viene sfruttata dalle pubblicità in maniera divertente e per scopi commerciali, altre volte ci fa sognare o sperare in un futuro migliore, alimentando superstizioni e credenze.
Ma che si può fare con la pareidolia oggi? Vi faccio un esempio 🙂 – faccina simpatica. Già, questo fenomeno cognitivo è la struttura portante delle emoticons e delle emoji.
Emanuele Piva

