Lidia Poët, la prima donna avvocato in Italia
Lidia Poët è una figura affascinante e straordinaria che ha segnato la storia italiana nel campo legale. Nota come la prima donna avvocato in Italia, la sua vita è stata un esempio di perseveranza e determinazione per i diritti delle donne. La sua carriera, nata alla fine dell’Ottocento, è un simbolo di lotta contro le restrizioni di genere in un’epoca in cui le donne raramente godevano degli stessi diritti degli uomini.
In una recente intervista (ovviamente impossibile) con Emanuele di Offbeatitalia, Lidia Poët viene presentata come una donna non solo brillante e tenace, ma anche con un animo curioso e aperto al mondo. Durante la chiacchierata, Emanuele approfondisce il lato umano di Lidia, rivelando dettagli meno conosciuti della sua personalità e del suo percorso. Uno degli aspetti più curiosi della sua vita, emerso proprio nell’intervista, è la sua passione per l’esplorazione della natura delle Alpi piemontesi, dove trascorreva il suo tempo libero per rigenerarsi e trovare ispirazione. Lidia racconta come questi momenti di solitudine, immersa tra le montagne, le dessero la forza di affrontare le sfide di un sistema legale dominato dagli uomini.
La serie Netflix La legge di Lidia Poët ha riportato in auge la sua storia, rappresentandola non solo come un’avvocata talentuosa ma anche come una donna con un irrefrenabile desiderio di giustizia e avventura. Lidia, però, ammette che alcuni elementi della serie sono romanzati: per lei, il diritto era una vocazione e non solo una professione. Questa passione l’ha spinta a superare barriere sociali e culturali, trasformandola in un’icona senza tempo.
Un altro aspetto che la rende unica è il suo approccio umano e empatico verso i clienti. Era nota per ascoltare pazientemente le storie di chiunque cercasse il suo aiuto, dalla nobiltà ai più poveri. In un’epoca in cui l’assistenza legale non era alla portata di tutti, Lidia Poët rappresentava un baluardo di giustizia, diventando per molti un’eroina in carne e ossa.
L’incontro tra Emanuele e Lidia ci ha permesso di conoscere una figura complessa e affascinante che, tra montagne e tribunali, ha tracciato una strada che oggi è d’ispirazione per molti.
Enos Rizzotti
Emanuele di Offbeatitalia: Ciao Lidia! È un onore poterti intervistare. Sei stata la prima avvocata in Italia, un traguardo straordinario per il tuo tempo. Com’è stato lottare per affermarti in un mondo dominato dagli uomini?
Lidia Poët: Ciao Emanuele, grazie per le tue parole! Ammetto che non è stato semplice. Nonostante le difficoltà, la mia passione per la giustizia era troppo forte per fermarmi. Ho dovuto combattere sia dentro che fuori i tribunali per farmi riconoscere come professionista. E sì, essere la prima donna avvocata significava anche dimostrare di valere in ogni occasione.
Emanuele: Immagino sia stato un viaggio intenso! La serie Netflix La legge di Lidia Poët ha catturato l’attenzione di molti. Come ti senti a vedere la tua vita raccontata in questo modo?
Lidia Poët: È emozionante, lo ammetto. Certo, alcuni dettagli sono stati romanzati, come le storie d’amore e i misteri. Ma l’essenza è autentica: il mio desiderio di giustizia e l’indipendenza, che hanno sempre guidato le mie scelte. Spero che il mio esempio possa incoraggiare altre donne a non farsi scoraggiare dalle barriere.
Emanuele: A proposito, ho sentito che hai una grande passione per la natura. È vero?
Lidia Poët: Assolutamente sì! Amo le Alpi piemontesi, dove sono cresciuta. Passavo ore a camminare da sola per i sentieri, e quei momenti mi davano una pace indescrivibile. Credo che la natura mi abbia insegnato molto sulla resilienza e sull’equilibrio.
Emanuele: È incredibile pensare come il paesaggio ti abbia ispirato anche nella tua professione. C’è qualche particolarità curiosa su di te che pochi conoscono?
Lidia Poët: Forse non tutti sanno che, oltre alla legge, ho sempre avuto una passione per l’arte e la letteratura. Mi piaceva leggere testi filosofici e studi di psicologia, temi considerati insoliti per una donna del mio tempo. Questo mi aiutava a capire meglio le persone e ad avvicinarmi con empatia ai miei clienti.
Emanuele: Grazie, Lidia, è stato un piacere ascoltare la tua storia. Sei davvero una fonte d’ispirazione!
Lidia Poët: Grazie a te, Emanuele. Spero di lasciare un piccolo segno nella vita delle persone. La giustizia non è solo una professione; è un impegno quotidiano.
Emanuele Piva
LA VITA
Lidia Poët (1855-1949) è stata la prima donna avvocata in Italia, una figura pionieristica nel campo legale e un simbolo di lotta per i diritti delle donne. Nata in una piccola città piemontese, Traverse, Lidia mostrò fin da giovane una spiccata passione per la giustizia e l’uguaglianza. Dopo aver completato gli studi in giurisprudenza, presentò la richiesta di iscrizione all’albo degli avvocati di Torino nel 1883. Tuttavia, la corte d’appello le negò il diritto di esercitare, affermando che la professione legale era inadatta alle donne. Questa decisione suscitò un notevole dibattito a livello nazionale e spinse Lidia a intraprendere una lunga battaglia legale.
Lidia non si arrese, e il suo caso divenne un esempio di resistenza contro le limitazioni imposte alle donne in un sistema patriarcale. Fu solo nel 1920, a sessantacinque anni, che riuscì finalmente a essere iscritta all’albo e a esercitare ufficialmente la professione.

