LE USANZE PIU’ “OFFBEAT” DEL NATALE
Il mondo festeggia il Natale a modo suo, di solito seguendo una linea di comportamenti uniformi: lo scambio di regali, gli auguri, l’albero, il vischio, il presepe ec… eppure ci sono Paesi che deviano e nel corso del tempo hanno arricchito le usanze tradizionali con altre diciamo molto particolari. Direi di non perdere tempo e di scoprirle assieme.
1. Il Caganer in Catalogna (Spagna)
In Catalogna, una figura tradizionale del presepe è il Caganer, una statuetta che raffigura una persona accovacciata, intenta a fare i propri bisogni. Si tratta di una tradizione che risale al XVII secolo e simboleggia fertilità, prosperità e abbondanza. Di recente, i Caganer spesso raffigurano personaggi famosi, politici o celebrità, aggiungendo un tocco di umorismo alle celebrazioni natalizie.
2. La Notte dei Ravanelli in Messico
A Oaxaca, il 23 dicembre si celebra la Noche de Rábanos (Notte dei Ravanelli), una competizione artistica dove gli abitanti intagliano giganteschi ravanelli creando scene natalizie, personaggi religiosi o decorazioni intricate. Questa tradizione risale all’epoca coloniale, quando i mercanti usavano i ravanelli intagliati per attirare clienti ai loro banchi.
3. La scopa nascosta in Norvegia
In Norvegia, la Vigilia di Natale è associata alla credenza che spiriti maligni e streghe escano durante la notte. Per proteggersi, le famiglie nascondono le scope in casa, credendo che in questo modo le streghe non possano usarle per volare. Questo antico rito si combina con le celebrazioni natalizie moderne.
4. Le lanterne giganti nelle Filippine
A San Fernando, nelle Filippine, si svolge il Festival delle Lanterne Giganti. Questo evento, che culmina il sabato prima di Natale, presenta enormi lanterne illuminate, spesso con luci al LED, che rappresentano simboli di speranza e unità. La competizione per creare la lanterna più spettacolare è un momento di grande orgoglio comunitario.
5. KFC per Natale in Giappone
In Giappone, il Natale non è una festa tradizionale, ma grazie a una campagna pubblicitaria degli anni ’70, è diventata consuetudine mangiare pollo fritto di KFC il 25 dicembre. Le famiglie ordinano menu natalizi con settimane di anticipo, includendo pollo, dessert e vino, per celebrare in stile “americano”.
6. Il Krampus in Austria e Germania
In alcune regioni alpine, il Krampus, un demone spaventoso, accompagna San Nicola. Mentre il santo premia i bambini buoni, il Krampus punisce i cattivi. Durante la Krampusnacht (Notte del Krampus), uomini vestiti da Krampus sfilano per le strade terrorizzando la folla con campanacci e fruste.
7. Il pasto dei morti in Portogallo
In alcune zone del Portogallo, durante il Consoada (la cena della Vigilia di Natale), le famiglie lasciano un posto vuoto a tavola per i defunti. Si crede che gli spiriti dei cari scomparsi tornino a casa per Natale, e il gesto rappresenta un modo per onorarli e includerli nelle celebrazioni.
8. Il festival delle maschere di Natale in Lettonia
In Lettonia, durante il periodo natalizio, si svolge una tradizione chiamata Mummers’ Parade. Le persone indossano maschere spaventose o divertenti, rappresentando animali o personaggi mitologici, e vanno di casa in casa cantando e ballando in cambio di cibo e bevande. Questo rito pagano si è trasformato in una celebrazione natalizia.
9. Ragni e ragnatele in Ucraina
In Ucraina, è considerato fortunato decorare l’albero di Natale con ragni e ragnatele artificiali. Questa usanza deriva da una leggenda secondo cui un ragno avrebbe decorato l’albero di una povera famiglia con ragnatele d’argento. Simboleggia buona fortuna e prosperità per l’anno nuovo.
10. Babbo Natale e i suoi… pattinatori in Venezuela
A Caracas, in Venezuela, è tradizione andare a Messa la mattina di Natale sui pattini a rotelle. Le strade vengono chiuse al traffico per permettere ai fedeli di raggiungere la chiesa pattinando, rendendo questa celebrazione un evento colorato e unico.
Ogni paese aggiunge un tocco personale al Natale, mescolando tradizioni locali e festività religiose, creando una varietà di usanze che riflettono l’unicità culturale di ogni luogo.
Emanuele Piva

