Sunday, November 30, 2025
La dolce vita

Domenica d’agosto

C’era una volta l’estate italiana; serate di vento caldo, granita alla mano e – se eri fortunato – una radio accesa con in sottofondo un motivetto che sapeva di sabbia e risata. “Domenica d’agosto” (1969) di Bobby Solo è proprio questo: un frammento di calura musicale che ha lasciato un’impronta sincera nel cuore della nostra cultura pop.

Musicata dal giovane Gian Luigi Morandi (sempre in famiglia, ma non quel Gianni famosissimo) e con testo di Franco Migliacci, la canzone fu pubblicata come lato A nel 1969, affiancata al lato B “Una donna che passò”

 È una cartolina vintage: “La spiaggia è un girarrosto, non servirà bere una bibita se in fondo all’anima sogno l’oceano. Splash!” Un’immagine che profuma di nostalgia e di voglia d’evasione.

Questa “canzone per l’estate” – un’eterna granita sonora – fu recensita con un tono divertito da Rockol: il brano è descritto come “climaticamente ineccepibile,” capace di trasferire con brio “gli umori di una giornata‑tipo dell’estate italica”. In altre parole: un antidoto contro la noia da spiaggia.

E sul palco della memoria collettiva degli italiani, “Domenica d’agosto” è diventata uno di quei cavalli di battaglia che non si smettono mai di rispolverare: “oltre che uno dei maggiori cavalli di battaglia del cantante… un pezzo estivo intramontabile” .


Cosa implica per gli italiani, oggi

Immagina di ascoltarla e sentire subito quel “Splash!” nella mente: è un ponte fra passato e presente, una fessura temporale aperta tra un motorino e una canzone, tra un tuffo in mare e un desiderio di freschezza interiore. Questo è il potere della canzone: trasforma l’agosto di mezzo secolo fa in un sentimento ancora pulsante.

Per molti è un rito di memoria, una bolla in cui l’Italia si riconosce nei ritmi lenti dell’estate, tra famiglie in spiaggia e sguardi che si sfiorano dalla sabbia. Per altri è un promemoria di fragilità umana – di quanto anche un caldo soffocante può diventare poesia se ci spruzzi sopra la colonna sonora giusta.

La sua continua evoluzione, riemergendo in playlist nostalgiche o su TikTok sepolta sotto il filtro della nostalgia, suggerisce che gli italiani non si limitano a consumare musica: la custodiscono. La canzone è diventata un patrimonio affettivo più che un hit da classifica.


Ecco, senza gonfiare le ruote di troppe parole: “Domenica d’agosto” è un piccolo miracolo narrativo in cinque minuti. Lo spirito vacanziero italiano messo in musica con un po’ di malinconia e un gran desiderio di tuffarsi.

Se ti incuriosisce l’aspetto storico, i retroscena di Morandi o Migliacci, o vuoi scavare dentro altri pezzi d’estate che sussurrano ancora “Splash”, sarò qui a tuffarmi insieme a te e ai navigatori di Offbeatitalia.

Emanuele Piva

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