Londra italiana: storia, numeri e futuro di una comunità in trasformazione
Storia, geografie e mestieri della comunità italiana nella capitale
C’è una strada che ancora oggi racconta un incontro antico: Lombard Street, memoria dei banchieri del Nord Italia nel medioevo. Ma la “comunità italiana” di Londra nasce davvero nell’Ottocento, quando artigiani, suonatori ambulanti, venditori di gelato e intellettuali del Risorgimento si concentrano intorno a Clerkenwell. Nel 1863 viene consacrata la chiesa di San Pietro, basilica pallottina che diventerà il baricentro della “Little Italy”. Poco dopo, nel 1878, apre Terroni & Sons, la gastronomia che molti storici considerano la più antica d’Inghilterra: fra forme di parmigiano e salumi appesi, una comunità trova un lessico quotidiano fatto di pane, lavoro e nostalgia.
Non sono solo cartoline. In quelle strade passano anche fratture storiche: con l’entrata in guerra dell’Italia nel 1940, molti connazionali vengono internati come “enemy aliens”. Il nome che rimane scolpito nella memoria collettiva è Arandora Star: il 2 luglio 1940 il piroscafo, diretto in Canada con a bordo internati, affonda dopo essere stato silurato. Un memoriale all’ingresso di San Pietro ricorda le vittime londinesi, e ogni anniversario risuona ancora come un dovere di memoria.
Dove si trova oggi la comunità
Il nucleo storico resta Clerkenwell (tra Islington e Camden), ma gli italiani sono oggi molto più diffusi. I dati di singoli borough mostrano presenze significative: Islington conta “poco meno di 5.100” residenti nati in Italia al Censimento 2021; Tower Hamlets è cresciuta fino a “poco meno di 10.600”. Anche Wandsworth segnala un raddoppio dei nati in Italia rispetto al 2011. Il quadro è quello di una comunità policentrica, con nodi storici (Islington, Camden, Westminster/Soho) e nuove concentrazioni in quartieri a forte mobilità professionale. Il dato cittadino, sommando i borough, restituisce “molte decine di migliaia” di persone nate in Italia residenti nella Greater London.
Quanti sono (e perché i numeri non coincidono)
Non esiste “un solo numero” degli italiani a Londra: cambia molto a seconda della definizione statistica.
•Nati in Italia: nel Censimento 2021 le persone nate in Italia sono circa 277.000 in Inghilterra e Galles (non solo Londra), il doppio rispetto al 2011. Londra è la regione con la quota più alta di residenti nati all’estero, quindi ne concentra una parte rilevante.
•Passaporto italiano: sempre nel 2021, i titolari di passaporto italiano in Inghilterra e Galles sono 368.738 (dato di censimento). È un indicatore diverso dal “nati in Italia”, perché include anche nati nel Regno Unito con cittadinanza italiana ed esclude alcuni doppi passaporti.
•Iscritti AIRE (registro degli italiani all’estero): la circoscrizione consolare di Londra (che copre aree ben oltre la città) ha registrato oltre 450.000 iscritti nel 2021, segno di una presenza ampia ma non sovrapponibile alla sola Londra urbana.
Conclusione onesta: per Londra città il numero preciso dipende dalla metrica scelta e dalla somma dei borough; i dati puntuali dei distretti mostrano una presenza nell’ordine delle molte decine di migliaia di residenti nati in Italia, mentre le platee più ampie (passaporti/AIRE) portano la “comunità italiana” in senso lato a cifre superiori ma non direttamente comparabili.
Che lavori fanno gli italiani a Londra
Prima della Brexit molti connazionali entravano in ospitalità (ristorazione, hotel), retail, servizi amministrativi, ma anche in ruoli qualificati in finanza, IT, design, accademia. Dopo il 2021 il nuovo sistema a punti limita l’accesso ai lavori meno pagati e spinge la composizione verso occupazioni più qualificate: nel 2023–2024 si osserva un calo della quota UE in hospitality e retail e una tenuta/accrescimento in costruzioni, manifattura, logistica e nei comparti professionali. Queste tendenze riguardano l’insieme dei lavoratori UE, tra cui gli italiani.
Un termometro utile è anche il Servizio Sanitario: nel 2022 risultavano circa 900 dipendenti del NHS con nazionalità italiana in Inghilterra — una piccola ma stabile componente di un settore pubblico sempre più internazionale.
Una cultura che si vede (e si ascolta)
La processione della Madonna del Carmine di metà luglio, organizzata da San Pietro, è il rito identitario che ogni anno rinsalda i legami della diaspora. A Soho e Clerkenwell la cultura del caffè all’italiana ha lasciato segni profondi nell’immaginario londinese, e la memoria civile — dal memoriale dell’Arandora Star — ricorda che dietro ai sapori c’è anche una storia di vulnerabilità e resilienza.
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Note metodologiche (per non farsi fregare dai numeri)
•“Italiani” può voler dire cose diverse: nati in Italia; cittadini italiani; persone di origine italiana. Ogni definizione produce un totale diverso.
•I dati per Londra: l’ONS pubblica il dettaglio per borough; non c’è un’unica tabella “italiani a Londra” già sommata. Per questo in un articolo serio si citano esempi territoriali solidi e le grandezze nazionali, chiarendo i limiti.
Se ti può essere utile per la didattica, posso preparare una scheda con grafici (per borough, trend 2011–2021 e settori occupazionali) pronta da usare in classe.
Emanuele Piva

