I gesti scaramantici più conosciuti e praticati dagli italiani.
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Quali sono i riti ed i gesti scaramantici più conosciuti e praticati dagli italiani?
Ogni giorno pratichiamo tantissimi rituali scaramantici, sia consapevolmente che inconsapevolmente: gesti abituali e quotidiani da non essere considerati per quello che sono: credenze e pratiche di una storia millenaria.
Lo specchio rotto, il sale rovesciato, tredici persona a tavola, il cornetto, l’uso dei santini disseminati ovunque e persino il segno della croce. Vi riconoscete in qualcuno di questi?
In realtà siamo superstiziosi perché spesso e volentieri le scaramanzie si confondono, soprattutto in Italia dove il paganesimo ed il cristianesimo sono un unico flusso inseparabile di leggende e conoscenze.
Facciamo un banale esempio, parliamo del 13 considerato numero fortunato perché collegato a Sant’ Antonio, nominato il Santo della fortuna; oppure il corno rosso (curniciello napoletano), un amuleto di origine greche che porta fortuna se costruito da una persona buona e regalato recitando una preghiera a determinati santi (Gennaro, Eufemia, Crispino…). In origine però era il corno di Amaltea, nutrice di Zeus o il fallo di Priamo, Dio della prosperità.
Ma lo sapevate che Napoli è la città regina della superstizione? Ma non solo, anche dei gesti scaramantici e dei portafortuna connessi al gioco nell’ambito sportivo.
Ma andiamo avanti e vediamo assieme i riti più trendy e che non tramontano mai: forse anche i più noti
- Il gesto più famoso del mondo, incrociare le dita. Ha origine cristiane che pochissimi conoscono e considerano, infatti il gesto simboleggia la croce e serve per proteggersi dal peccato e attirare la buona sorte. Una sorta di benedizione a ciò che si fa e si sta vivendo.
Passiamo ad un altro gesto tipico dei tavoli da gioco, ricordate che un po’ per bonton e un po’ per scaramanzia è meglio non contare le vincite al tavolo. Nel poker non si fa mai, ad esempio, si sforza la memoria, anche perché è un gesto di debolezza e, come scritto, porta sfortuna. - La pancia di una donna incinta rende fortunato un biglietto della lotteria, il rito prevede di strofinarlo sull’addome con il nascituro dentro.
- Rompere lo specchio Lo specchio nell’antichità era considerato un oggetto sacro e magico, dato che riflette le persone gli antichi romani credevano che l’immagine riprodotta fosse connessa allo stato di salute. Da loro deriva la credenza che rompere lo specchio porti sfortuna per sette anni. Molte culture consideravano lo specchio una finestra dell’aldilà o comunque un portale verso un mondo sconosciuto, ciò ha generato al credenza che dormire davanti ad uno specchio porti male. Se ci credete e avete un letto frontale alla specchiera spostatelo: c’è chi sostiene che mentre si sogna l’anima lascia il corpo ed entra nello specchio senza trovare più la via del ritorno.
- Olio, sale, acqua benedetta o da benedire: questi tre elementi sono preziosi per qualsiasi rito religioso, per cucinare, per conservare i cibi. L’acqua è sempre un bene sacro, l’olio e il sale richiedono e richiedevano tanto lavoro per produrli o acquistarli. Quindi il sale se versato in tavola porta male ma, per scongiurare la sfortuna, è sufficiente gettarne un po’ di quello caduto alle spalle, serve anche a tenere lontano il malocchio o l’influenza negativa di persone iettatrici. Anche la caduta di una fiala d’olio regala anni di sfortuna, per le sue funzioni sacre in diverse religioni deve essere protetto da questi incidenti. Una volta il sale era persino usato come moneta di scambio.
- Quando state con i nonni, ricordate di rispettare il pane che non deve essere mai girato, innanzitutto perché porta sfortuna, il secondo motivo la pagnotta viene segnata con una croce prima di metterla in forno. Questo gesto migliora la cottura ma è anche un segno di preghiera e ringraziamento a Dio.
- La destra è il bene, la sinistra è il male: questa considerazione che nasce dalla religione cattolica, un po’ da credenze passate genera molti riti scaramantici. Ad esempio, è meglio la mattina non alzarsi mai dalla parte sinistra del letto, non bisogna entrare in una casa con il piede sinistro, non bisogna tenere il pane con la mano sinistra. Tutti questi gesti portano sfortuna perché la sinistra appartiene al demonio. In effetti si dice anche “la mano sinistra del diavolo” e con un sorriso evitiamo i commenti politici.
- Ombrelli aperti in casa. L’ombrello serve a ripararci quando piove. Se lo teniamo aperto in casa, pioverà sfortuna.
- Il ferro di cavallo E’ l’oggetto ben augurante per eccellenza. Un ferro di cavallo è generalmente ritenuto un portafortuna a tutti gli effetti. Sì, ma bisogna appenderlo nel verso giusto, quindi in modo che formi una “U”.
- Il cucchiaio In alcune tradizioni si sostiene che il cucchiaio non vada mai tenuto con la mano sinistra. Il cucchiaio può anche essere premonitore di buona sorte: nel Nord Europa si crede che due cucchiai appoggiati vicino al piatto con la parte concava rivolta in basso indichino un imminente matrimonio.
Abbiamo dimenticato qualcosa? Sicuramente ma vogliamo anche parlare dei luoghi che portano fortuna in Italia, in diverse città.
- La statua di Giulietta a Verona. Date una bella strofinata al seno destro della sfortunata eroina Shakespeariana ed ecco a voi servita la buona sorte, con tanto di amore ben infiocchettato.
- Il toro rampante di Torino e Milano. Nelle due città è presente un’effige di un toro in bronzo e mosaicato a cui è bene calpestare gli attributi dandogli un piccolo colpetto e facendo un giro su sé stessi verso destra con gli occhi chiusi. Tallone del piede destro pronto e via. Chissà se l’animale si lamenterà. A Torino il toro è in piazza San Carlo mentre a Milano nella Galleria Vittorio Emanuele II.
- La Fontana delle tette di Treviso In tempo di grandi carestie, nel 1559, questo monumento fu costruito come simbolo di speranza e abbondanza. Ogni volta che veniva nominato un nuovo podestà, da un seno sgorgava vino bianco, dall’altro vino rosso. Ancora oggi la fontana in via Calmaggiore è simbolo di prosperità. Sebbene non si tratti del monumento originale, che riposa nella Loggia dei Trecento, ma solo di una sua copia, si dice che per richiamare la fortuna bisogna appoggiare le mani sui suoi seni di marmo ed esprimere un desiderio.
- La fontana di Trevi a Roma. L’usanza più famosa d’Italia nasce da una pellicola, Tre soldi nella fontana, di Jean Negulesco. E i lanci di moneta nella fontana sono tassativamente tre. Spalle al monumento e occhi chiusi: con il primo lancio ci si assicura il ritorno nella Città Eterna, con il secondo si trova l’amore, e con tre il matrimonio è assicurato. Io ne ho lanciate talmente tante da aver speso un capitale, ma sono sicuro che anche voi non abbiate resistito.
- Il cimitero delle fontanelle di Napoli. E siamo ancora a Napoli, non poteva mancare per chiudere questo pezzo. Siamo nell’ossario del cimitero che custodisce i resti di vittime ed epidemie come peste e colera. Quelle anime perse sono considerate il ponte tra i vivi e i morti. Ci si va per cambiare e dare una nuova svolta alla propria vita. Un pò macabro…
Il nostro viaggio è terminato e a forza di parlarne, penso d’aver attirato la fortuna su questo articolo o perlomeno di aver scongiurato la malasorte: tiè! ma vi lascio una curiosità legata al numero 17; Per quanto riguarda il 17, sono numerosi i motivi per cui viene considerato negativo: già nell’antica Grecia, ad esempio, il 17 era aborrito dai seguaci di Pitagora, in quanto era tra il 16 e il 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6. Tanti collegamenti si trovano inoltre nella storia dell’antica Roma: sulle tombe dei defunti, generalmente si trovava la scritta “VIXI” che significa “vissi” (ovvero “ora sono morto”), che è l’anagramma di XVII, appunto il numero 17. E il venerdì cosa c’entra? Presto e detto, viene ricollegato al Venerdì Santo, giorno della morte di Gesù. Che combo perfetta.
Comunque, anche se non ci credete a queste cose, io non passerei sotto una scala… e non dico altro.
Emanuele Piva

