Le origini del CAPPUCCINO









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LE ORIGINI DEL CAPPUCCINO
Nell’anno del Signore 1683, l’impero Ottomano, al massimo della sua espansione territoriale decise di attaccare il suo rivale più acerrimo: l’impero asburgico. Dopo Belgrado e l’Ungheria, i turchi accarezzavano l’idea di colpire al cuore il Sacro romano impero e la cristianità, per far male davvero: conquistando Vienna. Papa Innocenzo XI, per evitare la catastrofe e salvare la situazione, formò la Lega Santa, chiedendo ai maggiori principi d’Europa di unirsi contro i turchi e mettere da parte, temporaneamente, i loro dissidi . Incaricò così il padre cappuccino Marco d’Aviano, la sua punta di diamante, di ricomporre l’unione grazie alla sua diplomazia. Nel 1684, il frate fece due miracoli: riuscì a formare la coalizione che sconfisse gli Ottomani nella Battaglia di Vienna e inventò il cappuccino. Una mission impossible non male. Mentre sto scrivendo, mi bevo il secondo miracolo, un cappuccino e vi spiego com’è andata. Dato che ci sono, mi armo pure di cornetto.
Vienna, caffetteria di Franciszek Jerzy Kulczycki (ex militare dell’esercito)
“Quale onore! È arrivato padre Marco!” – disse Franciszek tutto agitato “prenda una sedia che le offro da bere qualcosa di speciale!”
“Che cos’è?” Chiese con un sorriso sghembo il frate. Il ristoratore sparì nel retrobottega per qualche secondo, per poi tornare con un enorme sacco di tela. Infilò le mani dentro e ne tirò fuori dei semi neri profumatissimi. “Caffè turco! Il meglio del meglio” esclamò per poi continuare, “l’ho rubato sul campo di battaglia, ehm cioè…”, si corresse velocemente di fronte al religioso” era abbandonato là e ne ho presi alcuni ”. “Bottino di guerra quindi” rise Marco, che se ne fece scivolare un po’ tra le dita, come fosse la sabbia di una clessidra che misura il tempo . La folla si era accalcata attorno al frate, tutti volevano parlare e toccare l’eroe che aveva salvato Vienna, così, battendo le mani lo incoraggiarono chiedendo ad alta voce a quest’ultimo di raccontare la sua avventura e di come aveva ricreato la Lega Santa per fermare l’avanzata Turca che aveva messo gli occhi sulla loro città ed era alle porte. Il frate di Aviano (che apparteneva all’ordine dei cappuccini), vedendo che la caffetteria era piena di bambini, si alzò in piedi e iniziò a parlare, gesticolando in maniera teatrale e mimando ogni azione. “Ebbene” disse “per ordine dell’Imperatore Leopoldo I e del Papà Innocenzo XI, grazie al buon dio ho riunito i regni di Spagna, Portogallo e Polonia e le Repubbliche di Firenze, Genova e Venezia… ” “Aspetti un minuto e si rilassi disse Franciszek, arrivando con una tazza di caffè turco bollente “direttamente dalle cucine di Solimano”. Appoggiando la tazza sul tavolo scoppiò ridendo di gusto e la gente si unì a lui in maniera fragorosa. “Si beva i turchi” urlarono i clienti tutti entusiasti, ancora galvanizzati per la vittoria. Il frate lo assaggiò ma lo ritenne troppo amaro “il profumo è incredibile” proferì meravigliato “ma il gusto è troppo forte per me, ci sarebbe un po’ di latte o qualcosa?”Allora un cameriere portò del latte e del miele e, mentre Marco mescolava il tutto, qualcuno esplose dicendo “Kapuziner!”. La bevanda aveva preso lo stesso del colore della tonaca del religioso. Il resto come si dice, è storia. All’inizio quindi, era grossomodo un caffè latte, la tipica schiuma, infatti, comparve solo all’inizio del XX secolo, con l’invenzione delle macchine per espresso da bar ; prima si usava la panna e si aggiungeva la cannella con scaglie di cioccolato. Il caffè, come abbiamo visto, non era l’espresso ma preparato secondo l’uso ottomano. Insomma, preparato come alla fine dell’Ottocento, probabilmente non lo avremmo gradito. Durante la Belle Epoque comunque, era uno dei protagonisti di bar e salotti. Ma come definirlo? Una bevanda turco viennese con lo zampino italiano? Forse sì, quello che è certo e che poi, noi italiani ne abbiamo fatto un’arte, un modo di vita, una tradizione. lo lo definirei un elegante abbraccio ed equilibrio tra il caffè espresso ed il latte montato a crema. Una danza infinita di buongiorno. Tutte le mattine mi aiuta a scendere dal letto e, seppur senza successo, tento di raffinare la mia Latte Art (nata in Italia negli anni 70) decorandone la superficie. Vabbè, forse la mia sarà una visione romantica e giocosa ma, anche lontano dal Bel paese, guardo la tazza e sento il vociare delle persone nei bar affollati di Verona e Milano che si accalcano ai banconi per fare l’ordine: un cappuccio… La giornata può incominciare! Il resto del mondo ha apprezzato e lo gusta sempre volentieri, a tutte le ore del giorno. Ma ricordate, per noi italiani significa mattina, colazione e risveglio, raramente lo beviamo al pomeriggio. Ma de gustibus cappuccinus, non est disputandum.
Emanuele Piva
Nota storica
Alla Lega Santa aderirono i regni di Spagna, Portogallo e Polonia, le Repubbliche di Genova e Venezia, il Granducato di Toscana, il Ducato di Savoia.
Glossario
Acerrimo [a-cèr-ri-mo] = spietato
Dissidi [dis-sì-di]= conflitti, problemi
Sghembo [sghém-bo]= obliquo, di traverso
Fragorosa [fra-go-ró-sa]= rumorosa
Vociare [vo-cià-re]= gridare

