Osteria… dal Medioevo a oggi!
L’origine dell'”osteria” è così affascinante! Viene da parole antiche come “oste” e “ostesse” nel francese dei secoli XII e XIII, che a loro volta si collegano al latino “hospite(m)”. Un tempo, nei capitolari della magistratura veneziana dei Signori della Notte, si parlava di “hostaria”, riflettendo il ruolo di guardia notturna che questi luoghi avevano nella Venezia del XIII secolo. Il nome stesso richiama l’idea di ospitalità che le osterie hanno sempre rappresentato.
Già nell’antica Roma c’erano locali simili, chiamati “enopolium”, mentre nei “thermopolia” si servivano cibi e bevande calde. Si possono vedere esempi ben conservati di questi posti presso gli scavi di Pompei.
Le osterie sono ancora oggi dei veri e propri centri di socialità e condivisione. Le loro radici sono profonde e solide. E il nostro Paese è pronto a raccontare un pezzetto di questa storia millenaria, di cui è orgoglioso.
Le prime osterie in Italia risalgono al 1300, offrendo rifugio e ristoro ai mercanti durante i loro viaggi. Il vero boom delle osterie avviene nel 1400, diventando luoghi vitali soprattutto per la loro posizione strategica. Da allora, il numero e la qualità delle osterie sono sempre cresciuti; questa evoluzione, con il suo servizio di ristorazione di altissima qualità ci contraddistingue nel mondo.
Le osterie hanno cambiato nel corso dei secoli: da semplici posti-letto sono diventate luoghi di incontro e socialità per le comunità. Non erano solo tappe durante un viaggio, ma anche luoghi in cui ritrovare compagnia. In osteria si incontravano persone di diverse estrazioni sociali, ma erano soprattutto i comuni cittadini a frequentarle.
“In vino veritas”, recita un antico proverbio latino. Davanti a un bicchiere di buon vino, siamo tutti più propensi a raccontare storie. Anche i viaggiatori di un tempo lo facevano, narrandosi le loro avventure accanto al fuoco del camino. È così che nascono idee e discussioni, come accade ancora oggi nelle osterie. La loro vivacità è paragonabile a quella di una piazza o di una chiesa, da cui spesso scaturiscono ideali e cambiamenti.
Il concetto di “osteria” è legato strettamente all’idea di “ospite”. Questo legame è evidente nella cura e nell’attenzione che le osterie dedicano ai propri clienti. Su tutte, la tipica osteria bolognese è quella che preferisco, costituita da un locale con tavole e sedie disposte lungo le pareti longitudinali, allineate con la parete di fondo, il banco della mescita, dietro il quale troneggiano gli scaffali colmi di fiaschi e bottiglie.
In alcuni casi ci si porta il pane ed il cibo da casa e si vieni serviti solo con il vino. Nemmeno l’acqua è prevista.
Italia meravigliosa!
ENOS RIZZOTTI
Emanuele Piva

