Thursday, January 15, 2026
Insolita cultura

TIZIO, CAIO e SEMPRONIO

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Tizio, Caio e Sempronio sono nomi fittizi che indicano , nell’uso comune italiano, di tutti i giorni, un insieme di persone indeterminate. Oggi adoperiamo anche il solo nome tizio, in minuscolo, per indicare “un tale, un uomo qualsiasi”. Questa locuzione italianizzata nella sua forma completa è datata 1867 ed apparsa per la prima volta sul quotidiano veronese L’Adige mentre “Tizio e Sempronio” è attestato dal 1767. L’espressione del terzetto risalirebbe addirittura al Basso Medioevo (XI – XII secolo d.c.), quando a Bologna visse un giurista e glossatore di nome Irnerio (ritenuto fra i fondatori del Diritto Moderno), che se ne serviva a scopi esemplificativi…in quel periodo era attiva la “Scuola di Bologna”, composta da dotti che che analizzavano il Corpus iuris civilis (la raccolta di leggi messa insieme dall’imperatore bizantino Giustiniano I nel Sesto secolo d.C.), spiegando i concetti espressi dalla legge attraverso degli esempi idealtipici, nei quali si menzionava spesso proprio Titius et Gaius et Sempronius. La formula latina presenta due differenze rispetto a quella italiana: c’è una e di congiunzione in più e un nome leggermente diverso (Gaius che per noi è diventato Caio). L’anello di congiunzione tra la formula latina e quella italiana, si potrebbe individuare in un testo giuridico del 1673, Il dottor volgare di Giovanni Battista De Luca, nel quale la formula Tizio, Caio e Sempronioappare esattamente in questo modo.

ALCUNE IPOTESI SULLE ORIGINI

La prima farebbe risalire i nomi alla famiglia dei Gracchi – noti politici romani – e i cui membri più celebri erano proprio il padre Sempronioe i figli Caio e Tiberio, quest’ultimo trasformato in Tizio per ragioni forse di semplificazione. La seconda invece, pensa che Irnerio si rifece alla tradizione che voleva Sempronius già presente in certe pubblicazioni classiche, come nel Digesto di Giustiniano, mentre Gaius si riferiva a un importante giureconsulto romano (una sua statua è ora presente nel Tribunal Supremo di Madrid), che di conseguenza erafacile da rammentare per chi condivideva con lui la stessa professione. Essendo però la triade uno strumento pratico utilizzato dai giuristi, come una sorte di codice condiviso, i nomi che la compongono vennero scelti perché abbastanza comuni per l’epoca e facilmente evocabili nella memoria degli addetti ai lavori. Accanto alla triade latina si affiancava d’abitudine anche quella più popolare di Filano, Calpurnio e Melvio.

E NEL MONDO?

Per gli inglesi, per esempio, il corrispettivo è “Tom, Dick and Harry“, nomi che erano molto diffusi in epoca elisabettiana: la triade è comparsa per la prima volta nel 1657 negli scritti di John Owen, un teologo di Oxford. In Francia diventa “Pierre, Paul ou Jacques” probabilmente per via dei tre apostoli mentre gli amigos spagnoli ne hanno addirittura quattro: Fulano, Mengano, Zutano y Perengano(emigrati, a loro volta, in Sudamerica); evidente è il retaggio (soprattutto in Fulano da Fulàn) della dominazione araba sulla penisola iberica.Molto più pratici e scontati i cugini tedeschi, dove in Germania ci si limita ad Hinz und Kunz; in alternativa, Hans und Franz … tertium non datur. Il made in China che, per gli assembramenti oltre la coppia, adotta la numerazione progressiva dei Zhang San=Zhang Tre, Li Si=Li Quattro, Wang Wu=Wang Cinque e così di seguito. Non numeri, ma un grazioso declinare per gli Ivan, Ivanovich e Ivanov russi. Bene l’India che, con l’equa e quasi bilanciata combinazione Ajay (maschile) e Priya (femminile), rispetta la parità dei sessi: naturalmente prima l’uomo per fare gli onori di casa. Il nostro viaggio si conclude qua, con degli esempi sempre attuali, sì perché Tizio, Caio e Sempronio ci accompagnano in tutte le fasi della nostra vita.

Emanuele Piva

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