Sunday, November 30, 2025
La dolce vita

Marc’Antonio e Cleopatra…baci sotto le piramidi!

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Baci all’ombra delle piramidi, i bagni al chiaro di luna nel Nilo e le note di Hans Zimmer che fanno danzare le calde sabbie del deserto a suon di musica.

Oggi parliamo della storia d’amore tra Antonio e Cleopatra; la Regina Cleopatra, quella bella, bellissima, più cattiva  che buona, quella che tra un rito magico e un sorriso politico, dominava l’Egitto e molto altro.

L’amore tra i due è stato fatale, istantaneo e soprattutto reciproco. Si conobbero a Tarso, Turchia, dove l’ammaliante donna si era vestita con uno “straccetto” che avrebbe fatto girare la testa a chiunque. Per Antonio che la vide, di sera, era Venere in persona. Il romano si trasferirà addirittura ad Alessandria d’Egitto , vestendo all’orientale e mettendo in crisi l’Impero.

Ma Cleopatra era una marpiona ben navigata. Il suo c.v. vantava esperienze mica da scherzo; non era nuova agli amori con i condottieri romani. Immaginatela salire su un mercantile siciliano e presentarsi in dono all’Imperatore Cesare, tutta nuda ma avvolta in un tappeto: caspita , primo esempio di  sushi vivente!

Dopo l’assassinio di Cesare, nel 44 a.C. salirĂ  al potere Marco Antonio e i rapporti con l’Urbe diventeranno ancora piu’ tesi perchè il bel generale (era bello), governava assieme ad altri due pari, Marco Lepido e Cesare Ottaviano Augusto. Quest’ultimo era pure il cognato di  Marc’Antonio che a quel punto decide di divorziare dalla moglie e mettersi con l’esotica Cleopatra. Tra Ottaviano e Marc’Antonio non scorrerĂ  buon sangue… 

La strana coppia nel frattempo è sempre più coppia e consolidata, tanto da piazzare una doppietta di gemelli nel giro di poco tempo.

Ottaviano riesce a farsi passare come il fico del bigoncio e salvatore di Roma, intraprendendo la sua vittoria personale nei confronti dei due innamorati. Prima li bastona nella battaglia di  Actium in Grecia (31 a.C.) e poi ad Alessandria dove Cleopatra fingerà il suo suicidio nella speranza di potersi riorganizzare.

Qua Shakespeare copia di brutto brutto ma brutto la vicenda con Romeo e Giulietta e cambia semplicemente i nomi agli attori. Infatti il Marc’Antonio bello ma poco sveglio, si accoppa, trafiggendosi con la spada dopo aver sentito che l’erede di Tutankamon fosse morta. 

Dramma nel dramma, Antonio morente, apprende che la Regina è in realtà viva e ancora agonizzante con quattro o cinque respiri rimasti, decide di volerla vedere, un’ultima volta.

Cleopatra che ormai era alle strette e finire da sola a Roma e in catene “nun se ne poteva pallà” decise di farsi mordere da un’aspide o da un cobra egiziano o comunque di bere una pozione velenosissima. Era il 30 a.C.

Queste sono le storie d’amore al cardiopalma, quelle belle e vere, capaci di farci sognare. Il nostro “italiano” Antonio, bello e scemotto, la Regina che tutto poteva e infine il nemico giurato, Ottaviano.

Ma Roma è Roma e girando il nome esce amor e, come si sa, Roma non si batte, neppure col batticuore.


Emanuele Piva

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