Thursday, January 15, 2026
Insoliti successi

San Zeno batte il diavolo 1 a 0: a calcio!

San Zeno da Verona

C’è un santo che sconfisse il diavolo battendolo a palla!  Una scommessa in verità che un tale di nome San Zeno avrebbe fatto col malvagio: con la vittoria in una partita, giocata con la punta di una montagna, avrebbe ottenuto, come da pattuito, un battesimale in porfido (visibile all’entrata della chiesa a Verona) che il terribile rivale sarebbe stato costretto a portare sulle spalle fin da Roma!

Andiamo un momento indietro…

Immaginatevi un vescovo dalla pelle scura lungo il fiume Adige a Verona, intento a pescarsi un pesce per mettere insieme un pasto, come tutti i giorni. Veniva dalla Mauretania in Africa e non era affatto povero, ma aveva dato alla sua vita un altro indirizzo. Era il IV secolo e i tempi erano difficili ma maturi per l’evangelizzazione.

Tra le mani gli attrezzi per tirar su i pesci dall’acqua dolce e nella testa mille parole per convertire  e contrastare i pagani. Si voleva battezzare Verona.

In quei tempi, l’imperatore Giuliano, detto l’Apostata, cercava di ristabilire il culto degli dei pagani, combattendo il Cristianesimo, da lui rinnegato. I primi barbari invasori dell’Impero erano poi ariani, cioè cristiani eretici, fieramente avversi al Cattolicesimo.

San Zeno o San Zenone era amatissimo, tanto che alla sua morte, verso il 380, era stato Vescovo per diciotto anni, il popolo, che volle dare l’estremo saluto alle sue spoglie, non poté essere contenuto nella chiesa che San Zenone stesso aveva costruito, fuor delle mura della città. Fu così che nacque l’idea della nuova grande costruzione: quella chiesa meravigliosa con la quale si volle onorare il Santo, e che misura la devozione e l’affetto dei Veronesi per il loro glorioso Patrono.

E cosí Verona ha avuto il Vescovo moro, santo e calciatore e, un po’ supereroe suo malgrado.  

Emanuele Piva

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