Via Roma: la strada che non ti lascia mai solo
C’è una compagna di viaggio che non manca mai, dalla metropoli caotica al borgo che sembra fermo nel tempo: via Roma.
Non importa se sei a Torino tra palazzi eleganti o in un paesino dell’entroterra sardo circondato da colline: prima o poi la troverai. È come un filo invisibile che cuce insieme l’Italia, rendendo omaggio alla capitale e al suo ruolo di cuore simbolico del Paese.
Quando tutto cominciò
Dopo il 1861, appena nata l’Italia unita, i comuni sentirono il bisogno di ribadire: “Sì, facciamo parte della stessa storia.” Così la via principale diventò spesso via Roma, anche quando Roma non era ancora la capitale.
C’era anche un lato pratico: in molti paesi la vecchia “via Maestra” o “via Maggiore” cambiò nome. Stessa strada, nuovo biglietto da visita.
L’epoca del mito
Negli anni Trenta il fascismo ci mise del suo. Roma antica divenne un mito da celebrare e moltissime vie furono ribattezzate. Non è un caso che ancora oggi i grandi viali costruiti o rimodellati in quell’epoca portino proprio quel nome.
Il salotto a cielo aperto
Via Roma, però, non è solo storia. È soprattutto scena di vita quotidiana: il corso dei negozi, delle passeggiate lente, delle parate.
Chi è cresciuto in una città di provincia ricorderà bene il rito del “fare la vasca”: avanti e indietro lungo via Roma, con gli amici, con un gelato in mano o con la speranza di incrociare uno sguardo che valesse più di mille chiacchiere.
Piccole grandi curiosità
Torino: via Roma è un gioiello di architettura razionalista, ricostruita negli anni Trenta e oggi elegante vetrina del centro.
Cagliari: qui via Roma è un lungo abbraccio sul mare, viale luminoso che accoglie chi arriva dal porto.
Nei borghi più piccoli, via Roma è a volte l’unica strada: taglia il paese in due e collega piazza, chiesa e bar.
Non manca la battuta popolare: “In Italia tutte le strade portano a Roma… o almeno a via Roma.”
Alla fine, se sei in viaggio e ti perdi, c’è un trucco infallibile: chiedi di via Roma. Non ti indicherà solo una strada, ma quasi sempre il cuore stesso del posto.
Emanuele Piva

