Thursday, January 15, 2026
Insolita cultura

Il museo della merda…

Nel dicembre del 1961, Piero Manzoni sigillò 90 barattoli di latta, uguali a quelli utilizzati normalmente per la carne in scatola, ai quali appiccicò un’etichetta identificativa, tradotta in quattro lingue (italiano, francese, inglese e tedesco), con la scritta «Merda d’artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Era nata la merda d’autore.

Ma la merda, sta facendo ancora strada e si sta trasformando in qualcos’altro  e potremmo dargli come titolo: la merda ci salverĂ .

Tutto parte dalla Lombardia nel 2015, da Piacenza, dove le signore mucche di una azienda che fa formaggio, oltre al latte producono cacca e tanta. E cosa c’è di meglio del concime per produrre energia? 1500 quintali di sterco convertiti in elettricitĂ , fino 3 megawatt l’ora per riscaldare edifici e uffici.

Ma non finisce qui perchĂ© la merda ha una storia ed era il momento per i proprietari dell’azienda di mostrarla a tutti. Ecco che ne nasce il museo, che dallo scarabeo stercorario, considerato divino dagli egizi (e simbolo del Museo), all’utilizzo dello sterco nell’architettura, dalle antiche civiltĂ  italiche all’Africa, passando per opere storico-letterarie come la Naturalis Historia di Plinio, ci racconta un’avventura che non finirĂ  mai… la merda umana e non è per noi un daily.

E poi c’è la merdacotta, materiale con cui il museo produce oggetti: mattoni, vasellame e altre cose. Dallo scarto alla trasformazione utile; concetto molto filosofico di base che non è esattamente una novitĂ , giĂ  le popolazioni africane, da secoli o millenni riutilizzano il loro letame per produrre mattoni o altro.

Il museo si trova nel castello medievale di Castelbosco a Piacenza e penso che ne sentiremo ancora parlare.

Emanuele Piva

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