I Sette Colli di Roma: tra leggenda, storia e quartieri oggi
“Roma non è stata costruita in un giorno”, dice il proverbio, e mai affermazione fu più vera se si pensa che la città eterna ha preso forma su sette antiche alture: i famosi Sette Colli di Roma. Dietro questa espressione, nota fin dai tempi di Cicerone, si nasconde un viaggio affascinante che unisce mito, religione, politica e trasformazione urbana.
Secondo la leggenda, fu Romolo a fondare Roma sul Palatino, il colle sacro dove si dice sia stata ritrovata la lupa con i gemelli Romolo e Remo. Ma la storia non si ferma qui: l’antica Roma si estese presto anche su altre alture vicine, ciascuna con un’identità distinta e un ruolo specifico nella vita religiosa, politica o militare della città. I Sette Colli classici sono:
Palatino: cuore leggendario e reale della città, sede dei palazzi imperiali e delle domus patrizie.
Aventino: residenza popolare e religiosa, teatro della leggenda di Remo e del “diritto al colle”.
Celio: un tempo chiamato Querquetulanus, fu rinominato in onore del condottiero etrusco Caelius Vibenna.
Esquilino: il più esteso, comprendeva il Cispio, il Fagutale e l’Oppio; da zona funeraria a quartiere residenziale dell’élite.
Viminale: il più piccolo, incastonato tra Quirinale ed Esquilino.
Quirinale: antica sede di culti sabini e oggi sede della Presidenza della Repubblica.
Capitolino (Campidoglio): il più sacro, centro del potere religioso con il tempio di Giove Ottimo Massimo.
Da alture sacre a quartieri moderni
Con il passare dei secoli, i colli da luoghi sacri e simbolici diventarono parte integrante del tessuto urbano romano. Già in epoca repubblicana, ma ancor più sotto l’Impero, furono costruiti templi, basiliche, case e mercati, segnando una transizione che oggi continua nei quartieri moderni.
Il Palatino è oggi un sito archeologico nel cuore del Rione Campitelli, a due passi dal Foro Romano.
Il Capitolino, oggi Campidoglio, ospita il Palazzo Senatorio e i Musei Capitolini.
Il Quirinale è parte del rione Trevi e Monti e ospita il celebre Palazzo del Quirinale.
Il Viminale, pur piccolo, è oggi noto per il Ministero dell’Interno e la Stazione Termini.
L’Esquilino è diventato un quartiere vivace e multietnico, con Santa Maria Maggiore come punto di riferimento.
Il Celio accoglie il Colosseo e la basilica dei Santi Quattro Coronati.
L’Aventino, elegante e verde, è sede di ambasciate, monasteri e del romantico Giardino degli Aranci.
Va ricordato che in epoca tardo-antica il numero dei colli fu esteso ad includere anche il Gianicolo e il Vaticano, colline esterne al nucleo originario ma ormai inglobate nella vita della città cristiana. Nonostante ciò, la tradizione dei “Sette Colli” è rimasta forte, tanto da rappresentare ancora oggi un simbolo dell’identità romana.
Oggi camminare sui colli di Roma è come sfogliare un libro di storia vivente. Ogni pietra racconta un episodio: dalla fondazione mitica alle lotte tra patrizi e plebei, dai fasti imperiali alle trasformazioni moderne.
I colli non sono solo alture geografiche: sono la spina dorsale culturale e simbolica di Roma. Chi visita la città, chi ci vive o chi semplicemente la sogna, non può non sentire il peso affascinante di questa eredità millenaria sotto i propri passi.
Emanuele Piva

